Sciame sismico nel Bolognese. Scuole chiuse in molti comuni

Bologna, 23 gen.

Aggiornamento ore 19

La scia sismica sull’Appennino tosco-emiliano è proseguita per tutta la giornata culminando con una scossa di magnitudo 3.5 registrata dall’Ingv alle 18:13. L’epicentro nella zona tra Camugnano, Castel di Casio, Castiglione dei Pepoli, comuni del Bolognese, e Vernio (Prato). Tra i 10 e i 20km anche i comuni di Castel d’Aiano, Granaglione, Grizzana Morandi, Porretta Terme, San Benedetto Val di Sambro, Vergato, in provincia di Bologna, Sambuca Pistoiese (Pistoia), Barberino di Mugello (Firenze), Cantagallo e Vaiano (Prato).

A Camugnano e a Castiglione dei Pepoli sono state predisposte brandine per la notte per chi volesse dormire fuori casa.

Lo sciame sismico era iniziato nella notte sull’Appennino tosco-emiliano. La scossa più forte, di magnitudo 4.3 secondo le rilevazioni dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, alle 7.51 con epicentro tra i comuni di Castiglione dei Pepoli, Camugnano e Vernio. Non sono stati segnalati danni a persone o cose.

A Castiglione il sindaco Maurizio Fabbri ha deciso la chiusura della scuole e ha riunito il centro operativo misto, di chi fanno parte tutti gli enti e gli organismi di Protezione Civile, nella biblioteca del paese. Chiusi per la giornata anche gli uffici comunali. E’ probabile che l’amministrazione decida di aprire il palazzetto dello sport per accogliere quanti, impauriti dalle scosse, non se la sentano di restare nelle proprie abitazioni.

Anche nei Comuni di Porretta Terme, Grizzana Morandi, Gaggio Montano, Castel di Casio, Vergato, San Benedetto Val di Sambro e Camugnano le scuole sono state chiuse. Le scosse sono state avvertite distintamente anche a Bologna e negli altri comuni della provincia.

Lo sciame sismico è iniziato intorno alle 3.2 della scorsa notte. Diciassette le scosse di terremoto (di magnitudo uguale o superiore a 2) registrate finora dall’Ingv. In complesso, ha detto ai nostri microfoni Roberto Michelini, direttore del Centro nazionale terremoti dell’Ingv, le scosse registrate dei sismografi sono state oltre 50.

“Ha le caratteristiche di uno sciame- spiega Michelini-, nel senso che abbiamo una scossa più forte, che è stata di 4,1 registrata alle 7.51 ora locale, preceduta da una serie di diversi eventi nelle ore precedenti. L’inizio dello sciame è stato alle 3.1e con una magnitudo di 1.6”. La zona dell’epicentro, racconta Michelini, è un’area di 4 per 2 chilometri considerata a pericolosità sismica medio alta, compresa tra il Mugello (dove nel 1919 è stato registrato un terremoto di magnitudo 6.3) e la Garfagnana e la Lunigiana, zone storicamente attive. La profondità dell’ipocentro è di circa una decina di chilometri. Come per ogni terremoto, spiega Michelini, non è possibile fare previsioni sulla prosecuzione delle scosse e sulla loro intensità. “Noi non facciamo previsioni. Lo diciamo e lo continuiamo a dire: puntiamo sulla prevenzione, sul fatto che esista una mappa di pericolosità sismica che poi è una norma dello stato è la cosa più importante che abbiamo fatto in questi anni” e che serve a mettere in campo tutte quelle azioni preventive sugli edifici che “ci consentono di dormire sonni tranquilli”.

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