Psicoradio a Saviano: basta parlare di ospedali psichiatrici!

Bologna 20 feb. – Qualche giorno fa Roberto Saviano ha rilasciato un’intervista a El Pais, (“Me he arruinado la vida”) nella quale lo scrittore, con molta angoscia, parla delle difficoltà derivate dal dover vivere sotto scorta. “Non posso disporre della mia vita senza chiedere permesso. Non posso uscire quando voglio, frequentare le persone che amo senza tenerle nascoste per non esporle a rappresaglie”. Sapeva quello che stava facendo, dice lo scrittore, sapeva che il suo libro gli avrebbe peggiorato la vita, ma una volta che si era trovato di fronte a quella storia, non aveva potuto smettere. “Ero ossessionato. Era una specie di droga. Una mania” Oggi si è pentito, avrebbe potuto fare le stesse cose con più calma “Se tu anteponi un obiettivo, la verità, la denuncia, a qualsiasi altra cosa della tua vita, ti trasformi in un mostro“. Temi importanti, riflessioni angosciate.

La parte che ha colpito di più i giornali italiani che hanno ripreso la notizia è però la parte in cui Saviano afferma che per andare avanti deve far ricorso a psicofarmaci, e arriva addirittura  a parlare della paura di “finire in ospedale psichiatrico”.

Psicoradio, il programma giornalistico in onda su Radio Città del Capo (venerdì alle 20.30 e domenica alle 13)  e su Popolare Network, la cui redazione è composta da persone in cura presso il dipartimento di Psichiatria di Bologna, ha scritto a Saviano:

Caro Roberto, siamo solidali con il tuo dolore (e noi di dolore ce ne intendiamo!) e anche con la tua paura nell’iniziare a prendere psicofarmaci, ci siamo passati.

Però, siccome sei un giornalista importante, e fai opinione, vorremmo dirti che non vogliamo più sentir parlare di ospedali psichiatrici, che per fortuna sono stati chiusi, almeno in Italia! E comunque ti rassicuriamo, è proprio chi prende gli psicofarmaci che corre meno il rischio di essere ricoverato. Non te la prendere, ma Psicoradio da tanto tempo è attenta al linguaggio che si usa per parlare di disturbi psichici, perché le parole sono pesanti, e tu lo sai meglio di noi. E quindi non bisogna coltivare la paura e i pregiudizi rispetto agli psicofarmaci, e non bisogna associare psicofarmaci e manicomio.

E guarda come i giornali hanno ripreso la notizia, con titoli-horror: “Confessione shock di Saviano”; È una non-vita, uso psicofarmaci’; “Da “Gomorra” una vita di psicofarmaci”… Cosa c’è di così scioccante ( o sciocco) nel prendere psicofarmaci? Per finire, auguri di riprendere in mano la tua vita e ti invitiamo, tu che fai battaglie per la libertà, ad associarti alla nostra, quella contro i pregiudizi sul dolore psichico!”

Su linguaggio e salute mentale, la redazione di Psicoradio ha anche svolto una ricerca quantitativa e qualitativa, Follia Scritta, che ha preso in analisi 9 quotidiani nazionali nell’arco di un anno in collaborazione con l’istituto media e giornalismo dell’Università della Svizzera Italiana e con l’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia Romagna. Anche la prossima puntata di Psicoradio tratterà di questi temi.

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