Santa Viola. Le indagini sugli anarchici

23 dic. – “Persone diverse ma collegate tra loro” è questa l’ipotesi degli inquirenti che stanno indagando sugli incendi dolosi ai pozzetti elettrici della stazione Santa Viola, rispetto alle similitudini con quanto successo nei pressi di Firenze.  A dirlo è una fonte vicina agli inquirenti fiorentini, citata dall’agenzia Ansa. La tecnica usata a Santa Viola è “leggermente diversa” da quella messa in atto domenica mattina vicino alla galleria di San Donato -Rovezzano nel fiorentino, “ma questo significa poco visto che su internet i metodi di costruzione di ordigni incendiari sono facilmente reperibili”. A Firenze le bottiglie piene di liquido infiammabile avevano inneschi di diavolina come sulla linea Milano-Torino, il 18 dicembre scorso. A Bologna invece sono state incendiate delle coperte.

Nel pomeriggio di martedì la Digos ha eseguito quattro perquisizioni a casa di quattro attivisti di area anarchica, ma non sarebbe stato trovato “nulla di utile alle indagini”.
A far pensare ad un’azione di quell’area è anche un post apparso sul sito Macerie, dove vengono raccolte le azioni “in solidarietà ai No Tav” di area anarchica. Il testo molto breve parla di sabotaggio e ha il sapore della rivendicazione. “Fuoco ai cavi, ancora” è il titolo  che richiama quello che riporta l’attentato a Firenze, “Fuoco ai cavi”, del 21 dicembre. Il post è linkato dal sito di area anarchica inform-azione sotto la dicitura “Azioni e iniziative solidali” per quattro attivisti No Tav condannati il 17 dicembre a 3 anni e sei mesi, per l’incendio di un compressore nel cantiere dell’Alta Velocità in Val Susa nel maggio del 2013. I quattro attivisti sono stati invece assolti dall’aggravante di terrorismo.

I reati ipotizzati finora a carico di ignoti sono quelli di pericolo di disastro ferroviario causato da danneggiamento, interruzione di pubblico servizio e danneggiamento seguito da incendio. Al momento non è contestata l’aggravante eversiva

Al momento gli uomini della Digos di Firenze e Bologna hanno avviato contatti mentre ieri da Firenze sarebbero partite alcune telefonate alla Digos di Milano. Gli inquirenti lavorano sulla stessa pista, quella di persone vicine all’area anarchica, “che non necessariamente sono le stesse”. Non ci sarebbe, insomma, l’ipotesi di un solo gruppo. E forse non è esatto parlare di terrorismo, come fatto dal ministro Lupi, “perché questi più che il terrore puntano a diffondere disagi”. “Difficile dire cosa succederà ora – spiega la stessa fonte – certamente la guardia deve restare molto alta”.

La polizia scientifica di Bologna sta facendo accertamenti su due scritte in verde ‘No Tav’ vergate a ridosso del punto del sabotaggio di questa mattina. Il procuratore Roberto Alfonso, che non si è sbilanciato sulla matrice dell’attentato, ha fatto riferimento alle scritte No Tav presenti, dicendo che queste “in qualche modo potrebbero dare indicazioni sulla riconducibilità”. Le due scritte verdi vengono ritenute probabilmente recenti (“non datate” per usare le parole del procuratore), ma solo gli accertamenti lo chiariranno. Nella zona ci sono, sui muretti di recinzione, moltissimi graffiti e tags di vario tipo. La scritta con la saetta è stata alla fine confermata come tag, dopo un primo vaglio degli inquirenti.

Le procure di Firenze e Bologna erano già in contatto a seguito dell’attentato di domenica vicino a Firenze. Dopo l’episodio di Santa Viola è chiaro che i contatti si sono intensificati. Gli inquirenti prenderanno in esame anche i casi precedenti: a maggio di quest’anno non lontano dal luogo dell’attentato ci fu un altro incendio ad un pozzetto; a luglio 2012, sempre nella zona, ci fu un altro ‘attacco’ con ganci artigianali sulle linee aeree dell’Alta Velocità. “Vedremo se c’è, e io ritengo che ci sia, un filo comune”, ha detto Alfonso.

Bologna Santa Viola: ad agire forse un gruppetto di sabotatori (foto)

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