Sanità privata contro Regione: “Taglio retroattivo delle tariffe”

Bologna, 28 ott. –  La Regione Emilia-Romagna ha ridotto le tariffe ospedaliere e lo ha fatto con effetto retroattivo, causando perdite di svariati milioni di euro alle strutture private. Lo denuncia l’Aiop (Associazione italiana ospedalita’ privata) regionale, che in un comunicato scrive di aver saputo solo ieri che “con una delibera di Giunta del 20 ottobre le tariffe sono state ribassate con effetto retroattivo all’1 gennaio 2014”.

La decisione, secondo l’Aiop, colpisce soprattutto i settori della riabilitazione estensiva e della lungodegenza, reparti che “negli ultimi 20 anni la Regione ha stimolato ad impegnarsi sempre di piu’, a riconvertire posti letto a disposizione per gli invii del pubblico, accogliendo sempre piu’ malati inviati da reparti ospedalieri per favorire il loro turnover”. Dal momento che la Regione “ha, nello stesso tempo, deciso di applicare le stesse tariffe sia per i cittadini dell’Emilia-Romagna che per i non residenti, per cui valeva una tariffa ad hoc decisa dalle regioni, la cosidetta Tariffa unica convenzionale (Tuc), il danno per molte strutture e’ duplice ed e’, solo per i primi otto mesi dell’anno, di alcuni milioni di euro”. L’Aiop scrive inoltre che, poiche’ proprio per i pazienti inviati la tariffa e’ stata ridotta retroattivamente del 12% “con la scusa di doversi allineare alle tariffe nazionali, molti ospedali privati potrebbero addirittura cessare l’attivita’ di questi reparti se non si rimediera’ a questo errore”, che oltre all’equilibrio dei conti “mette in serio pericolo la trasparenza dei rapporti pubblico-privato”. “Mai in 20 anni- scrive infatti l’associazione- si era agito cosi’, senza un segnale ed un preavviso, con atteggiamenti piu’ da regime che da sistema aperto”. (Fonte Dire)

Nessuna sorpresa, dice la regione in un comunicato diffuso in serata, “I nuovi livelli tariffari sono stati decisi a seguito dell’adozione del nuovo Patto per la salute 2014-2016, con l’intesa siglata da tutte le Regioni il 10 luglio scorso, e riguardano i ricoveri di lungodegenza e riabilitazione per i quali è stato preso a riferimento il tetto massimo nazionale definito dal Patto”.
Agli obblighi di questo provvedimento nazionale si è aggiunto anche quanto previsto da tempo dalla legge ordinaria, che impedisce di mantenere un doppio regime tariffario per i residenti e per i non residenti. Se la Regione avesse mantenuto per questi ricoveri le precedenti tariffe – quindi a livelli oltre il tetto nazionale consentito – le prestazioni sanitarie erogate in Emilia-Romagna a un cittadino residente in un’altra regione sarebbero state pagate di più rispetto a quanto la Regione di appartenenza del malato avrebbe rimborsato al Servizio sanitario dell’Emilia-Romagna.
L’assessorato alla sanità ricorda anche che nell’aprile 2014 era stato sottoscritto da Aiop un verbale d’intesa in cui, tra i vari punti, si prevedeva anche una revisione delle tariffe della riabilitazione, e si ricorda che nello stesso verbale d’intesa il budget Aiop per il 2014 è stato incrementato di circa 15 milioni di euro rispetto all’anno precedente. Pertanto la valutazione complessiva dell’impatto della revisione tariffaria non può essere limitato solo agli effetti delle nuove tariffe.
Si sottolinea inoltre – scrive sempre la regione – che le tariffe degli ospedali pubblici di pari fascia con la delibera n.1673 hanno subito una riduzione molto superiore a quelli privati, con livelli anche del 25%.
L’assessore Carlo Lusenti si è comunque detto disponibile ad un incontro coi vertici della sanità privata per valutare le modalità applicative della delibera adottata.

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