Salvini a Bologna: “Aggredito da 50 balordi, ma tornerò in città”

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Salvini di fronte all’auto danneggiata

Bologna, 8 nov. – Di fronte al campo sinti che aveva annunciato di voler visitare Matteo Salvini non c’è mai arrivato. Il contatto con gli attivisti dei centri sociali c’è stato prima. “Siamo venuti per controllare come sono spesi i soldi pubblici, torniamo a casa con l’auto danneggiata. Non mi era mai successo in 20 anni”, spiega il numero uno del Carroccio, sotto le Due Torri per fare campagna elettorale di fronte al campo sinti (“rom” insiste lui) di via Erbosa. “Mentre stavamo parlando con i giornalisti abbiamo visto una quindicina di persone arrivare di corsa. Si stavano togliendo le cinghie. Appena li abbiamo visti siamo scappati in auto e poi ci hanno circodati. Fortunamente ci è andata bene, eravamo in 4 sull’auto con 40 persone attorno. C’è anche chi è salito sul cofano, chi ha sfasciato i vetri. Poteva andare peggio”.

In un video pubblicato da Repubblica si vedono tre manifestanti che bloccano l’auto, l’automezzo che accelera in mezzo ad una decina di persone e ne investe almeno due. Un video del Fatto mostra un manifestante sul cofano e l’auto che parte in velocità senza badare al manifestante. Alla fine il lunotto posteriore del mezzo viene fracassato. Pochi secondi di parapiglia che Salvini sintetizza così su facebook: “Così i balordi dei centri sociali hanno distrutto la nostra macchina, prima ancora che ci avvicinassimo al Campo ROM. Noi stiamo bene. Bastardi”. E poi aggiunge, promettendo di tornare in città per una nuova iniziativa contro il campo sinti:”Se questa è la Bologna “democratica e accogliente”, dobbiamo LIBERARLA!”.

Al Pd che lo accusa di fare speculazioni elettorali Salvini ribatte: “Sono anni che questo campo viene finanziato da soldi pubblici. Non è giusto, noi lo diciamo da tempo”. E il leader del Carroccio non fa marcia indietro nemmeno sui toni usati su facebook: “Bologna non sono quei 50 balordi che ci hanno aggredito. Bologna è una delle città più belle, civili e di sinistra del mondo. A me però piace il confronto. Io con Renzi, Landini e Bonaccini mi confronto. Non tiro sprangate”.

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