Salvini: “Hub fatiscente”. Ma la responsabilità era ed è del Ministero dell’Interno

Agosto 2017. La futura Lega di governo impegnata in un selfie di fronte all’hub Mattei

Bologna, 13 giu. – “Come è possibile che i tanti buonisti impegnati (a pagamento) nell’accoglienza non si fossero accorti che la struttura fosse più simile a una stalla che a un centro dove ospitare anche donne e bambini?”. Se è lo chiesto ieri Matteo Salvini, leader della Lega e Ministro dell’Interno, in riferimento alla chiusura per ristrutturazione straordinaria dell’hub migranti di Bologna.

Lo stesso Salvini che però, nell’aprile 2016, visitando l’hub di via Mattei, disse in video (dal minuto 3:00) che gli ospiti “escono, entrano, mangiano, guardano il telegiornale, hanno la scuola per i bimbi, l’infermeria, i campi sportivi. Hanno. Chi ha diritto ha diritto ad avere tutto, ma i clandestini dovrebbero solo tornare a casa loro”. Insomma secondo l’allora deputato della Lega i migranti dell’hub “avevano tutto“. Ma era l’epoca della propaganda leghista sugli “immigrati negli hotel a 5 stelle”.

Salvini è il diretto superiore gerarchico dei prefetti di tutta Italia, compresa Patrizia Impresa quindi , prefetta di Bologna da lui nominata e responsabile dell’hub. Insomma se l’hub era ed è fatiscente, “una stalla” per usare le parole del Ministero dell’Interno, la responsabilità è tutta degli uffici del ministero stesso. “È come se un proprietario di casa dicesse che è sporca la sua cucina”, ha commentato l’assessore del Comune di Bologna Marco Lombardo. I gestori dell’hub, il consorzio di cooperative l’Arcolaio, hanno anche precisato di aver sempre seguito le regole dettate dello stesso ministero guidato oggi da Salvini, e anzi di essere andati oltre il capitolato d’appalto fornendo servizi extra. “La responsabilità sulle condizioni dell’accoglienza dell’hub bolognese sono totalmente della Prefettura”, rimarca il deputato Pd Luca Rizzo Nervo.

A sottolineare il dato anche un comunicato firmato tra gli altri da Arci, Caritas, Adl Cobas, Cgil, Usb, Coalizione civica e dagli avvocati dell’Asgi, l’associazione studi giuridici italiani. Si legge (qui il comunicato integrale) “L’immobile Hub/Centro Mattei, di proprietà dello Stato, doveva essere oggetto di vigilanza da parte della prefettura di Bologna, autorità locale del Ministero dell’interno, che ne è direttamente responsabile”.

Sempre il comunicato rileva come l’hub bolognese non sia mai stato un Cas, un centro di accoglienza di lungo termine per migranti, ma un hub, cioè un centro di smistamento dove le persone dovevano rimanere per brevi o brevissimi periodi. “Così non è stato, tant’è che molti richiedenti asilo che ieri hanno lasciato l’Hub ci vivevano anche da un anno“.  “La situazione è stata più volte denunciata a livello cittadino, tenuto conto che la natura giuridico-formale dell’Hub era incompatibile con la programmazione di un sistema di integrazione, proprio perché la permanenza doveva essere estremamente breve, con conseguente impossibilità per i richiedenti asilo di ricevere misure di integrazione (oggi, peraltro, abrogate dal Ministro Salvini con il decreto legge n. 113/2018)”.

Ancora: nel comunicato l’Asgi ricorda come, fino a due giorni fa, nell’hub ci sia stato un presidio fisso della Polizia di Stato. Anche questa facente capo al ministero. 4) “Se l’Hub Mattei aveva condizioni di degrado ed insicurezza statica, come è stato possibile che lo Stato vi abbia continuato a svolgere attività istituzionali?”

C’è infine un dato più politico. Nel corso degli ultimi anni sono state numerose le visite degli esponenti della Lega nell’hub di via Mattei. Per citarne una nell’agosto 2017 ad ispezionare l’hub furono i leghisti Lucia Borgonzoni, Nicola Molteni, Gianni Tonelli (in alto la foto che immortala quel momento). Borgonzoni oggi è sottosegretaria alla cultura. Molteni sottosegretario al Ministero dell’Interno. Tonelli deputato. Insomma la futura Lega di governo almeno dal 2017 aveva contezza delle condizioni dell’hub di via Mattei.

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