Rigenerazione urbana: 28 progetti per far ripartire l’edilizia in città

ruspe2Bologna, 15 mar. – Ventotto progetti edilizi su 32 aree: sono stati approvati dalla Giunta di palazzo d’Accursio e, dopo il passaggio nei quartieri e al voto del consiglio comunale, dovrebbero essere definitivamente approvati verso la fine dell’estate. Da quel momento potrebbero poi iniziare i quartieri. Si tratta di progetti di rigenerazione urbana per cui il Comune nel 2012 aveva emesso un bando: più di cento le manifestazioni di interesse di proprietari che, dopo scremature e rinunci, sono stati ridotti al numero attuale.

La giunta, nella seduta dello scorso 11 marzo, ha approvato gli accordi con le proprietà. Ora l’iter prevede il parere dei quartieri, poi la firma degli accordi, il voto in consiglio comunale e a settembre la definitiva approvazione. Nella grande maggioranza dei casi si tratta di trasformazione di edifici esistenti, in tre casi di sistemazione di strutture esistenti e solo in un caso (tra via Larga e via dell’Industria) di costruzione su terreno attualmente coltivato ma sul quale “esistono già capacità edificatorie acquisite”.

Dei tanti progetti, alcuni riguardano zone note della città: come ad esempio il progetto che interessa l’attuale sede del Laboratorio Crash in via della cooperazione. Lo stabile occupato dal collettivo è di proprietà di una società di gestione del risparmio, Prelios, che ha proposto al Comune di realizzare, tra le altre cose, uno studentato che dovrebbe servire le nuove facoltà scientifiche universitarie in costruzione al CNR.

Tra la proposte-progetti approvati ci sono anche quelle di Unipol, che all’incrocio tra via Stalingrado e via Gnudi vuole creare un nuovo centro di uffici, quella di Coop Adriatica che in cambio della chiusura del supermercato di via Gobetti intende ricostruire il punto vendita di via Massarenti, su cui verranno costruiti altri piani che ospiteranno una clinica e degli alloggi. C’è anche un progetto che riguarda l’Immobiliare Porta Castello, di proprietà del Partito Democratico, che intende costruire una nuova Casa del Popolo alla Barca, in via Bertocchi, chiudendo e trasformando quelle di via De Carolis e di via della Birra.

In complesso i progetti di riqualificazione riguardano circa 21 ettari di aree private e saranno tutti a carico di investitori privati. Nei piani del Comune c’è la speranza di riuscire, in questo modo, a rilanciare il settore dell’edilizia, in crisi da molti anni. Inoltre, oltre agli oneri di urbanizzazione, il Comune prevede di incassare circa 11 milioni di euro dagli oneri di cessione e di incamerare molte opere che i privati saranno tenuti a costruire, anche a considerevole distanza dalle aree oggetto di intervento. Sottopassi ciclo pedonali, piste ciclabili, nuovi parcheggi: opere pubbliche che i privati dovranno costruire, in parte autonomamente e in parte con gli 11 milioni su cui punta palazzo d’Accursio. “E’ come se, in tutto, si riqualificasse un’area grande tre volte la Staveco” ha detto l’assessore all’urbanistica Patrizia Gabellini che nel corso di una lunga conferenza stampa ha cercato di riassumere un lavoro durato due anni. Del totale delle aree che dovrebbero vedere sorgere cantieri, mercato permettendo, già verso la fine dell’anno, il 29% sarà per uso abitativo, il 25% per strutture ricettive e ristoranti, il 23% per uso commerciale, il 17% per uffici, il 4% per luoghi ricreativi, il 2% per servizi sociali.

A margine della conferenza stampa l’assessore Gabellini ha parlato della vicenda Valdadige: “E’ stato fatto dell’allarmismo su questo” ha detto l’assessore che si è detta fiduciosa che la situazione di stallo sia temporanea e che si possa arrivare a breve ad una soluzione.

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