Riforma dei Sert. L’associazione Plus: “Parliamo di nuove dipendenze, e apriamo all’innovazione”

Volontari e attivisti di Plus onlus ad una manifestazione

Bologna, 4 ott. – “Quando si parla di sostanze esiste un immaginario legato all’eroinane disagiato che magari frequenta Piazza Verdi. Sicuramente la parte più visibile del fenomeno, ma ormai si tratta di un aspetto minoritario del fenomeno. Non bisogna fermarsi a quello”. Entra così nel dibattito sulla riforma dei Sert bolognesi – le strutture che si occupano di dipendenze da sostanze, alcool e gioco – Stefano Pieralli di Plus onlus, l’associazione che mette in rete le persone lgbt sieropositive, lotta contro l’hiv/aids e gestisce lo sportello bolognese Blq checkpoint.

Negli ultimi anni Plus si è molto occupata del cosiddetto chemsex, il sesso abbinato all’utilizzo di sostanze. “Anche questo è un aspetto del fenomeno, e la nostra esperienza dice che, salvo singole eccezioni, i Sert sono poco preparati quando si tratta di aprirsi alle novità. La necessità di innovare i servizi è innegabile, così come quella di superare certe rigidità burocratiche. Cambiano i consumi, i metodi di assunzioni, ci sono molte questioni aperte. La mia paura – conclude Pieranni – è che le innovazioni di cui si è parlato fino ad oggi siano troppo istituzionalizzate. Perché non coinvolgere il privato sociale con le sue analisi e le sue pratiche?”

 

      Stefano Pieralli - Plus onlus

 

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