Riforma quartieri: nel 2016 cambia la mappa della città

Riforma quartieriBologna, 29 ott. – Dal 2016 a Bologna ci saranno tre quartieri in meno. Da 9 a 6, con la riduzione di tre presidenti e il taglio di 62 consiglieri (dai 152 attuali a 90, o addirittura 78) per un risparmio di 200.000 euro da investire nei progetti dei cittadini. Il tutto in un’ottica metropolitana, di cittadinanza attiva e di amministrazione condivisa. E’ questo il piano del sindaco Merola, che ha incontrato oggi i presidenti dei quartieri per la redazione di un documento con i quadri di indirizzo della riforma, già annunciata nel 2011.

Una volta entrata in vigore, non prima dell’insediamento della nuova giunta nel 2016, la nuova mappa cittadina si configurerà così: via Irnerio passerà sotto alla giurisdizione del quartiere Santo Stefano, il centro storico verrà gestito dallo stesso Santo Stefano e dal quartiere che nascerà dall’accorpamento di Porto e Saragozza, Reno si fonderà con Borgo Panigale e San Vitale con San Donato. Nessuna novità invece per Navile e Savena. Ogni quartiere avrà così circa 60.000 abitanti.

Inoltre, con la riforma verranno anche ridefiniti i compiti delle amministrazioni decentrate, che rinunceranno alla gestione diretta dei servizi e si occuperanno di indirizzo e controllo, oltre a raccogliere i progetti e le proposte dei cittadini.
I dipendenti dei servizi sociali territoriali, poi, passeranno tutti sotto all’Asp. E i Consigli “invece di agire come istituzione fotocopia del Consiglio comunale”, sottolinea l’assessore Rizzo Nervo a margine della conferenza di presentazione della riforma, si occuperanno dei progetti presentati dal basso dai cittadini. Al vaglio dell’amministrazione ci sono anche la ridefinizione del sito del Comune in vista degli accorpamenti e cambiamenti negli orari di lavoro dei dipendenti dei quartieri per “renderli compatibili con la vita dei cittadini”, spiega Merola.

Giovanni Panebianco

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