Riders tagliati fuori dal ‘Decretone’: “Ci faremo sentire già dai prossimi giorni”

Bologna, 14 Mar. – Alla fine le istanze dei riders, raccolte nella Carta dei diritti sottoscritta dai ciclofattorini bolognesi, sono rimaste fuori dal ‘Decretone’. Ma chi c’era già nel novembre 2017, quando i fattorini incrociarono le braccia per la prima volta e il Comune di Bologna si fece portavoce della loro causa, non ci sta e promette di tornare a manifestare affinché quella Carta dei diritti sottoscritta a maggio 2018 diventi legge. Il primo a intervenire sulla questione è stato Marco Lombardo, assessore al Lavoro per Bologna, che ricorda: “Emendamento fuori, ma va detto: formalmente per numero di estraneità rispetto alla materia, sostanzialmente per assenza di volontà politica. Poi in tarda serata Luigi Di Maio è corso ai ripari dicendo che la battaglia dei riders potrebbe rientrare nel disegno di legge con il salario minimo”. Dichiarazione che fa storcere il naso e non convince l’assessore al Lavoro di Bologna.

Non tarda ad arrivare anche la risposta dei ciclofattorini, che promettono di tornare nelle strade: “Di iniziative ce ne saranno già dai prossimi giorni, ci faremo sentire finché le promesse non saranno mantenute”. Loro che, zaino in spalla, sono pronte a fare consegne di cibo a casa a qualsiasi ora, che sia bel tempo o meno, non abbandonano comunque la loro battaglia. “Tutto da rifare? No”, scrivono in un post su Facebook sulla pagina Riders Union Bologna. “Pretendiamo a gran voce che l’estensione delle tutele dei lavoratori subordinati ai riders sia fatta subito per decreto legge. In assenza di questo, il governo si assume tutte le responsabilità di chi ha scherzato per 8 mesi con i ‘lavoratori abbandonati’, ma che sono ancora capaci di organizzarsi ed esprimere la propria rabbia e la propria indignazione. A questo punto non solo nei confronti delle piattaforme ma anche di un governo che è venuto meno alle proprie promesse e che ora ne dovrà pagare le conseguenze”.

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