Resistenza nonviolenta. Un libro di Ercole Ongaro

“Non si tratta allora di introdurre una scala gerarchica valoriale tra forme di Resistenza nonviolenta e quelle di Resistenza armata. La Resistenza al nazifascismo è stata una sola, interpretata in modi diversi da ciascuna componente politica e sociale, con la propria specificità ideologica e di genere”. Lo scrive Ercole Ongaro in Resistenza nonviolenta 1943-45, edito da I libri di Emil.

Le forme di resistenza senza armi che si sono sviluppate in Italia dopo l’8 settembre 1943 sono state oggetto di studi separati, di storiografie locali. Ongaro, direttore dell’Istituto lodigiano per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, le mette insieme, tracciando la prima storia della Resistenza nonviolenta in Italia.

L’autore è particolarmente interessato alla “memoria fertile della Resistenza nonviolenta”, ai suoi effetti sul presente e sul cambiamento da costruire oggi. “Ispirarci alle forme di resistenza nonviolenta anche del periodo ’43-’45 è ciò che è più fertile”, spiega Ongaro. “La resistenza armata in quel biennio era comprensibile perché c’era una guerra in corso”, precisa lo storico, che afferma: “era scontato si dovesse prendere delle armi per combattere contro la dittatura”. Ma fuori da quella “specifica contingenza storica”, per Ongaro oggi è fondamentale guardare a “un cambiamento che sia attraverso forme nonviolente”.

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.