Report. Il Comune: “Su Hera usati documenti vecchi”. La replica: “Falso, zona contaminata”

Un fotogramma dell'inchiesta di Report

Un fotogramma dell’inchiesta di Report sull’inquinamento nella sede Hera di Bologna

Bologna, 18 nov. – Dopo le polemiche, le accuse e la difesa del sindaco Merola, ora da parte del Comune di Bologna arriva il turno del contrattacco. “Sono veramente scandalizzata, io, da un certo modo di fare giornalismo oggi: pettegolo, che richiama audience, che ha bisogno di catturare l’attenzione e per questo non ha scrupoli“. A tuonare è l’assessore all’ambiente Patrizia Gabellini che parla di “intervista trappola” e di “frasi manipolate” da parte del programma di inchiesta di Milena Gabanelli che domenica si è occupato dell’inquinamento del terreno della sede Hera di viale Berti Pichat, a Bologna. Gabellini contesta a Report l’utilizzo di vecchi e sorpassati documenti del 2009 in quanto tutti gli edifici sono stati bonificati proprio dopo quella data, “ed entro il 2011 erano a posto“.

Le dichiarazioni dell’assessore all’ambiente:

      gabellini-report

La risposta dell’autore del servizio di Report, Emanuele Bellano, non si fa attendere. “In conclusione dell’intervista (quella definita “trappola”, ndr) l’assessore Gabellini ci ha detto che avrebbe ‘ricostruito i pezzi di questa situazione’. Da allora alla data di messa in onda del servizio sono passati 2 mesi ma non abbiamo ricevuto né da lei né dal suo staff né da quello del comune nessuna comunicazione aggiuntiva. Insomma, sull’argomento, spiega Bellano, non c’è stata nessuna risposta specifica da parte del Comune di Bologna. Sulla questione della contaminazione Bellano spiega come interventi di impermeabilizzazione siano stati fatti ma non ovunque, e comunque solo nel 2013, lasciando quindi i lavoratori per 5 anni – questa sembra essere la tesi del giornalista – sottoposti ad una quanto meno potenziale contaminazione.

Due versioni, quelle del Comune e di Report, che su molti punti raccontano cose differenti.

La puntata di Report su Hera e l’inquinamento in via Berti Pichat

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L’attacco di Gabellini a Report. “La bonifica dell’area di Hera – spiega l’assessore – è cominciata da una “prima parte, dove c’è la grande copertura e sta progredendo verso la parte dove c’è invece il gasometro”. In altre parole: “Quello che è stato presentato come il grande scandalo di un edificio bonificato e poi occupato dai vertici, ma francamente non so come loro utilizzino gli spazi interni- dichiara Gabellini- è semplicemente dovuto al fatto che quella è stata la prima parte bonificata”. Gabellini specifica come gli edifici 4 e 5, “quelli dello scandalo”, sono stati bonificati “dopo il 2009 ed entro il 2011 erano a posto”.
“In questa lunga intervista durata 40-45 minuti – racconta l’assessore, in carica dal 2011 – fu preso fuori un foglio che mi si mostrò, estratto da un documento sulla presenza di rischio per due edifici, il 4 e il 5”. A quel punto “io, che sono di solito onesta, anzi cerco di esserlo sempre, ma non è di questo mondo evidentemente ho detto che quel documento del 2009 non l’avevo letto, anche perché si trattava di una conferenza dei servizi che dura da dieci anni. Finita l’intervista abbiamo chiesto di avere questo foglio per capire da dove arrivava- continua Gabellini- e abbiamo evidentemente trovato il documento”, cioè “un’analisi di rischio del 2009 nella quale si individuavano le parti da sottoporre a verifica”. Aree che “nel frattempo- aggiunge Gabellini- sono quelle che sono state sottoposte a verifica, quelle a cui ha fatto riferimento il sindaco Virginio Merola nella sua risposta di ieri e che ad oggi risultano bonificate”.

Ma “questa cosa è stata completamente ignorata, perché a loro- incalza Gabellini- quello che interessava mostrare era esclusivamente quello che fin dall’inizio volevano dimostrare. Questo si chiama fare interviste trappola e poi fare un montaggio sapiente dal punto di vista della comunicazione, estremamente sapiente, però con l’obiettivo che non è quello di far capire le cose alla gente, che infatti ora è allarmata”. Le persone, infatti, “mi fermano per la strada- racconta l’assessore- per chiedermi se è vero che l’acqua è inquinata. Se questa la chiamata informazione, forse bisogna cambiare veramente mondo”.

La risposta dell’autore del servizio. “In merito alle dichiarazioni rilasciate dall’Assessore Gabellini – scrive in una nota l’autore del servizio di Report, Emanuele Bellano – smentisco di aver utilizzato documentazione vecchia come anche di aver ricevuto dall’assessore ulteriore documentazione dopo l’intervista.

Ho fatto richiesta di intervista al comune di Bologna il 27 agosto 2014. L’intervista è stata realizzata il giorno 12 settembre 2014. In conclusione dell’intervista l’assessore Patrizia Gabellini ci ha detto che avrebbe “ricostruito i pezzi di questa situazione”. Da allora alla data di messa in onda del servizio sono passati 2 mesi ma non abbiamo ricevuto né da lei né dal suo staff né da quello del comune nessuna comunicazione aggiuntiva. Abbiamo invece cercato una risposta dal sindaco Virginio Merola a cui senza esito avevamo chiesto sempre il 27 agosto 2014 un’intervista. Ci siamo persino recati a una festa dell’Unità a Bologna per chiedergli personalmente ulteriori chiarimenti ai quali ha risposto con un “no comment”.

Per quanto riguarda il documento citato nel servizio e contestato come “ormai vecchio “ dalla Gabellini, l’autore precisa che si tratta dell’Analisi di Rischio di Maggio 2009 realizzata da Hera e depositata in conferenza dei servizi e quindi al comune di Bologna. Relativamente a questo documento con l’assessore Gabellini abbiamo parlato di quelli che vengono identificati come edifici 4 e 5 e di un altro edificio identificato come Palazzina Sacep. Abbiamo fatto notare all’assessore che nell’analisi di rischio del 2009 si stabiliscono delle limitazioni d’uso per questi edifici e le abbiamo chiesto se ne fosse a conoscenza. Domanda alla quale l’assessore Gabellini ha risposto negativamente.

Il documento in questione non è assolutamente da ritersi vecchio, è sufficiente consultare due documenti redatti da Hera stessa. Il primo riguarda la “Modifica ed aggiornamento del progetto operativo di bonifica”, approvato nel Luglio 2012 e allegato agli atti della conferenza dei servizi e quindi del comune di Bologna. Il secondo documento è la “Relazione semestrale Periodo Luglio 2013 – Dicembre 2013” redatto sempre da Hera in data Febbraio 2014. Dalla lettura di tali documenti emerge che a luglio 2012 gli edifici 4-5 per i quali l’Analisi di Rischio del 2009 stabiliva una limitazione d’uso alle 2 ore giornaliere e il terreno circostante risultavano ancora contaminati da idrocarburi policiclici aromatici e da cianuri. Ne consegue che le affermazioni dell’assessore Gabellini, e cioè che quella bonifica è stata completata nel 2011, sono del tutto prive di fondamento.

Inoltre nel secondo documento redatto sempre da Hera, e cioè la “Relazione semestrale Periodo Luglio 2013 – Dicembre 2013 Febbraio 2014” nella tavola 4, mostrata nel servizio e aggiornata a dicembre 2013 con intestazione: “Superamenti dei limiti del D.Lgs. 152/06 e dei limiti proposti dal I.S.S. nei suoli”, si può leggere che il suolo sottostante agli edifici 4 e 5 risulta ancora oggi indicato come area contaminata. Arpa inoltre ci ha fatto sapere che nel sottosuolo degli edifici 4 e 5 non è stato effettuato nessun intervento di scavo e di bonifica ma è stata posizionata, alla base di questi edifici una membrana del tipo “bituthene 8000 impermeabile ai gas nel pavimento degli edifici, al fine di interrompere il percorso di migrazione delle sostanze volatili verso gli ambienti indoor”. Intervento che tra l’altro è stato effettuato nel 2013 e quindi ben 5 anni dopo la presa d’atto della contaminazione del suolo sottostante tali edifici.

Per quanto riguarda la palazzina Sacep oggetto sempre dell’intervista con l’assessore Gabellini e che l’Analisi di Rischio del 2009 sottoponeva a una limitazione d’uso e allo sgombero entro 6 anni (maggio 2015) si precisa che in base a quanto si può vedere dalla tabella 4 della “Relazione semestrale Periodo Luglio 2013 – Dicembre 2013 Febbraio 2014″ sono presenti ancora oggi nel suolo Idrocarburi policiclici aromatici. In base a quanto poi approfondito con Arpa abbiamo appurato che sotto questo edifico non è stato svolto nessun tipo di bonifica o messa in sicurezza nonostante oggi sia frequentato da 250 lavoratori”.

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