“Renzi è riuscito ad azzoppare il sindacato”

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Bologna, 12 ago. – Alessandro Alberani, segretario metropolitano della Cisl di Bologna, non usa mezzi termini: “Renzi è riuscito veramente ad azzopparci, ad azzoppare il sindacato“. Con la Riforma della Pubblica Amministrazione, divenuta legge lo scorso giugno, il governo guidato da Matteo Renzi ha, tra le altre cose, applicato un taglio lineare del 50% dei permessi e dei distacchi sindacali nella pubblica amministrazione.

Facendo due conti, i sindacalisti del pubblico impiego che in Emilia Romagna saranno costretti a tornare a lavorare negli uffici degli enti e delle aziende, rinunciando quindi al distacco presso il sindacato, sono oltre una cinquantina. La sola Funzione Pubblica Cgil vedrà “tornare al lavoro” oltre 20 sindacalisti; discorso analogo per la Cisl, il cui sindacato di categoria saluterà 15 persone. In termini economici un problema serio per le organizzazioni sindacali che annunciano riduzioni dei servizi per far fronte ai maggiori costi. In pratica, con il distacco sindacale, il lavoratore divenuto sindacalista lavorava per il sindacato ma era pagato dall’azienda che lo aveva assunto.

“Se voglio tenere con me una persona importante per l’organizzazione- spiega Alberani- dal prossimo anno dovrò mettere a bilancio 40 mila euro che prima non spendevo”. In Cisl, delle 7 persone distaccate all’organizzazione confederale, solo 2 rimarranno in via Milazzo, le altre 5 dovranno tornare nei luoghi di lavoro originari. “Sono persone che hanno lavorato a servizio della collettività, per fare i contratti di lavoro, per la difesa delle pensioni e per salvare i posti di lavoro”. Persone che dovranno tornare ai loro incarichi nelle aziende di provenienza e che, in alcuni casi, dovranno rinunciare alla carriera interna al sindacato.

“Questo provvedimento affossa il sindacato confederale, quello che in questi giorni è al servizio della gente. La gente forse è anche contenta- dice Alberani- che si tagliano i permessi sindacali, poi viene al sindacato a chiedere la tutela quando perde il posto di lavoro, quando ha una colf badante da mettere in regola, quando ha un ragazzo disabile e chiede di far applicare la legge 68, quando un immigrato ha delle difficoltà e un’impresa non sa come fare…”

Per assorbire il colpo, Alberani e la Cisl di via Milazzo pensano alla riduzione dei servizi gratuiti, quelli ad esempio per i migranti. Inoltre, all’orizzonte ci sono delle riduzioni d’organico: “Io intanto dovrò mandare a casa un tot di persone che sono i più giovani. Perché se ho un introito inferiore per il patronato e voglio salvare il servizio ovviamente lì dovrò mandare a casa gli ultimi arrivati. Purtroppo è così. Cioè, li manderà a casa poi Renzi” dice il segretario della Cisl metropolitana. Il discorso di Alberani è questo: se, con l’introduzione dei moduli auto compilati si riduce l’attività del Patronato e di conseguenza anche il rimborso che lo Stato versa ai patronati sindacali, sarà difficile mantenere lo stesso livello di servizi.

“Lui che è l’io azzoppa il noi” dice con uno slogan Alberani che parla di “rivoluzione completa nel sindacato“. Dal primo di settembre, quando il provvedimento entrerà in vigore, “non avremo più un delegato sindacale nell’università di Bologna”, “non avremo più un delegato nella scuola- dice Alberani-, così quando a settembre  tutte le persone dovranno recarsi qua per fare le domande per la scuola, che ci sono file enormi, non dovranno aspettare due ore ma quattro. Il doppio”. Una rivoluzione “fatta col falcione” secondo il segretario metropolitano della Cisl che i sindacati avrebbero voluto discutere con il Governo e dilazionare in almeno un triennio “anche un taglio del 23-30% dei permessi sindacali”. Invece no: “L’unico atto che fa Renzi di riforma della pubblica amministrazione è tagliare i permessi sindacali. Cosa che non produrrà alcun risultato” conclude Alberani.

Il risparmio stimato dell’intera operazione lo snocciola Marina Balestrieri, segretaria regionale della Funzione Pubblica Cgil: “Il costo complessivo dei distacchi sindacali, così come enunciato dal governo nella relazione tecnica, era di 10 milioni di euro”. Da cui si ricava che il risparmio sarà di circa 5 milioni di euro. Una cifra, ragiona Balestrieri, che riguarda i soli costi dei supplenti scolastici assunti per coprire i distacchi sindacali nella scuola. Nelle altre categorie, e cioè tra i dipendenti comunali o regionali o nella sanità o nei ministeri, dice Balestrieri: “I distacchi non sono mai stati coperti”.

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