Registro esposti all’amianto. La Regione prende tempo

Registro esposti all'amianto. La regione prende tempoBologna, 28 gen . – “Quali iniziative la Giunta dell’Emilia-Romagna è intenzionata a mettere in campo per arrivare quanto prima all’istituzione di un
Registro Unico regionale degli esposti all’amianto“, che unifichi le varie banche dati (Inps, Inail, Ausl, ecc ) e che tenga in considerazione non solo i malati ma anche i cosiddetti esposti, le persone cioè che nel corso degli anni sono state a contatto con l’amianto. Lo ha chiesto il consigliere regionale Roberto Sconciaforni (Federazione della sinistra) dopo l’ennesima morte alle Officine grandi riparazioni di Bologna, quella di Valter Nerozzi.

A rispondere per la Giunta regionale il sottosegretario Alfredo Bertelli che, dopo aver elencato le iniziative che sono già in corso in regione sul tema (qui il testo della risposta in formato pdf), ha dichiarato: “Sul registro esposti dobbiamo valutare, vista la rilevanza dell’impegno, l’appropiatezza rispetto agli obiettivi previsti, la fattibilità tecnica, le reali possibilità di reperire concretamente le informazioni necessarie e legali, in particolare rispetto alle norme in  materia di protezione dei dati personali”. Inoltre, ha sottolineato Bertelli, il primo problema è quello degli “ostacoli sostanzialmente di natura economica“. La prevenzione ha un costo, e da tempo si sta aspettando l’approvazione di piano nazionale amianto capace di finanziare iniziative del genere.

In Friuli-Venezia Giulia però un registro regionale esposti all’amianto esiste già da 10 anni ed è stato approvato nel 2001 con la legge regionale 22 che ha previsto, tra le altre cose, interventi di sorveglianza periodica e prevenzione secondaria destinati a soggetti iscritti nel registro. L’Associazione italiana esposti amianto da anni chiede alla Regione Emilia-Romagna di intervenire istituendo un registro esposti sul modello di quello friulano.

In Emilia-Romagna dal 1993, da quanto cioè l’amianto è stato vietato a livello nazionale, è stato attivato un Archivio regionale esposti a cancerogeni professionali (Dlgs 81/08, art. 243) che, spiega Bertelli in aula, “raccoglie i dati di tutti i lavoratori occupati in azienda nel cui ciclo produttivo sono impiegate sostanze cancerogene. Il registro ha sia finalità epidemiologiche sia prevenzionistiche”. Quello che manca ancora è un completo monitoraggio dell’esposizione pregressa, e comunque non solo dei lavoratori, ma anche di tutti coloro che per vari motivi sono stati a contatto con l’amianto. Bertelli ha spiegato che ci sono delle azioni in corso, tra cui “la ricostruzione delle coorti degli esposti all’amianto” e “l’acquisizione degli elenchi delle persone per cui nel passato l’Inail ha certificato l’esposizione”.

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