Regionali. I Verdi pronti a correre, con una omeopata nel comitato scientifico

Bologna, 21 ott. – I Verdi dell’Emilia-Romagna pronti a lanciare una loro lista alle prossime regionali del 26 gennaio, con l’idea di correre con il simbolo del sole che ride e la prospettiva, se ce ne saranno le condizioni, di un’alleanza con il Partito democratico di Stefano Bonaccini. A supporto delle proprie proposte i Verdi hanno anche presentato un comitato scientifico, suddiviso in vari ambiti. Tra questi c’è anche l’omeopatia, pratica tradizialmente indicata come facente parte della “medicina alternativa” ma, secondo la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo) con nessuna attendibilità scientifica perché “non ci sono prove scientifiche né plausibilità biologica che dimostrino la fondatezza delle teorie omeopatiche secondo i canoni classici della ricerca scientifica”.

Silvia Zamboni, coportavoce regionale dei Verdi, però non ci sta a rimettersi al parere di chi parla di non scientificità. “Francamente sono punti di vista. Noi non siamo assolutamente per una sanità unicamente non convenzionale, ma siamo per la libertà di cura. Ci sono dimostrazioni scientifiche – sostiene Zamboni – penso ad esempio all’omeopatia veterinaria”. Infine l’idea: “Bisognerebbe riconoscere maggiornamente questa pratica”.

      I verdi e l'omeopatia

L’intervista completa a Silvia Zamboni, co-portavoce dei Verdi in Emilia-Romagna. Tra le proposte degli ecologisti quella di piantare in tutta l’Emilia-Romagna quattro milioni e mezzo di alberi.

      Silvia Zamboni - coportavoce dei Verdi ER

Sulla vicenda è intervenuto anche il medico e divulgatore scientifico Roberto Burioni, che ha criticato duramente su Twitter la scelta dei Verdi: “L’omeopatia non ha alcuna plausibilità scientifica. Inserire un’omeopata in un comitato scientifico è uno sputo all’intelligenza degli elettori”.

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