Reddito di cittadinanza. Regione: “Sui navigator ancora nessuna informazione”

Bologna, 27 feb. – Dal 6 marzo il Reddito di cittadinanza travolgerà il sistema sussidiario di contrasto alla povertà in tutta Italia, fra richieste, controlli e sopratutto l’introduzione di profili come quello del navigator. La nuova figura professionale creata ad hoc per favorire l’incontro fra domanda e offerta di lavoro fa insorgere molte perplessità sulle sovrapposizioni con il regolare lavoro degli uffici regionali. Lo stesso Patrizio Bianchi, assessore al Lavoro per l’Emilia Romagna, ricorda l’importanza e la stabilità dei Centri per l’impiego rispetto al nuovo apparato, definito dal Governo come una transizione: “Questa idea di creare ancora una volta una struttura locale, legittimata ma sorpassata e una temporanea calata dall’alto, credo che non potrà che creare confusione”.

Anche Patrizia Paganini, dirigente dell’Agenzia regionale per il Lavoro di Bologna e Modena, ha dichiarato di non sapere ancora né quanti navigator dovranno essere assunti né esattamente con quale tipo di contratto, perché manca ancora un accordo Stato-Regione: “Sappiamo che ci sarà un periodo di formazione ma non abbiamo ancora nessuna informazione”. Gli aspiranti navigator, oltre che sul posto di lavoro, potranno formarsi anche con un corso privato, che in sole otto ore darà loro elementi giuridici ed economici ritenuti indispensabili. Il Reddito di cittadinanza porta con sé dunque molte controversie, fra i problemi organizzativi e l’effettiva efficacia dello strumento per combattere disoccupazione e povertà. Anche i giovani presenti al Career Day sono polarizzati, fra chi lo reputa un’idea per affrontare il periodo di ricerca del lavoro giusto e fra chi invece vi si oppone per motivi ideologici e pratici.

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