Radio Espresso. Martedì 27 agosto 2019

Foto pubblicata su Facebook dalla pagina ufficiale del G7

27 ago. – Va avanti il confronto tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico nel tentativo di trovare un accordo su un eventuale governo giallo-rosso. Ospite a Radio Espresso, il vicepresidente del Pd al Senato Alan Ferrari si dice “positivo rispetto la riuscita dell’accordo”, ricordando però che se dovessero mancare “le condizioni per fare una svolta sulle politiche, allora il Governo non fa”. Un’operazione “complicata”, la definisce, che però oggi potrebbe segnare “un altro passaggio positivo”. Nel frattempo, dopo gli incontri di ieri tra il segretario Nicola Zingaretti e il leader pentastellato Luigi Di Maio insieme alle rispettive delegazioni, è stato però annullato l’incontro previsto per questa mattina alle 11 ma già nel pomeriggio inizierà il secondo giro di consultazioni al Quirinale.

Il G7 che si è concluso ieri a Biarritz in Francia non è stato un “G6+1”, Stati Uniti contro le altre potenze, secondo il professore Antonio Villafranca, coordinatore della ricerca dell’Ispi. “ll buon lavoro di Emmanuel Macron” e la “disponibilità di Donald Trump ad essere più soft” hanno avuto come esito l’apertura del presidente americano sulla guerra dei dazi alla Cina, la disponibilità ad incontrare incontrare il leader iraniano Hassan Rouhani e il no al reintegro della Russia nel vertice, come richiesto dagli Usa. “Sostanzialmente nulla di fatto” invece sul fronte del contrasto al cambiamento climatico: “Il trattato di Parigi non è stato messo al centro del dibattito, è stato sbloccato un fondo sull’Amazzonia di 20 milioni di dollari ma il presidente brasiliano Jair Bolsonaro non intenderebbe servirsene”.

“Non ci sorprende – commenta Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace – perché Bolsonaro ha già tagliato 17 milioni del budget del Brasile per la foresta amazzonica e ha bloccato 50 milioni dell’Amazon Found, fondo finanziato da Norvegia e Germania”. Azioni che aggravano la condizione dell’Amazzonia, segnata dallo “sfruttamento delle aree minerarie, delle vie d’acqua per la produzione di energia elettrica e dal comparto agro-alimentare di allevamento e mangimistica”. Gli incendi non stanno devastando però solo Sud America, ma anche altri “grandi polmoni verdi: le foreste a conifere circumartiche, quella equatoriale africana, e l’Indonesia”, per questo Giannì indica “gli accordi di Parigi” come punto di riferimento per “ridurre le emissioni dovute alle combustioni fossili e tutelare le foreste”.

      Radio Espresso - 27 agosto 2019

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