Radio Espresso. Giovedì 25 luglio 2019

25 lug. – Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha parlato chiaro, prima in una diretta Facebook e poi ancora in Senato, riferendo sui presunti finanziamenti russi alla Lega, quando ha detto che la Tav si farà. La sezione transfrontaliera del corridoio Mediterraneo – 65 km, il 90% in galleria – va perciò avanti, con soddisfazione di Lega e Partito Democratico e rabbia del Movimento 5 Stelle, i cui senatori durante l’informativa di Conte hanno lasciato l’aula. Il leader pentastellato Luigi Di Maio ha spiegato le ragioni del gesto, una protesta contro l’assenza di Matteo Salvini, protagonista del Russiagate italiano, ribadendo però la posizione del partito sulla Torino-Lione: “Una di quelle opere che noi abbiamo sempre contrastato”, ha detto, chiedendo che ora sia il Parlamento a decidere.

Nel frattempo però chi va avanti è il Movimento No Tav, che in un comunicato ha dichiarato risolutamente: “Adesso fermare la Torino-Lione tocca a noi”. Guido Fissore, portavoce del Movimento, descrive il clima che si respira in Val di Susa, dove oggi inizia il festival Alta Felicità e dove sabato 27 luglio si annuncia una manifestazione alla quale sono attese migliaia di persone, in corteo verso il cantiere di Chiomonte. Cosa rappresenti questa sconfitta per il Movimento 5 Stelle, da sempre contrario alla grande opera, lo spiega il giornalista del Manifesto Giuliano Santoro, che analizza la proposta del passaggio parlamentare e il voto di oggi sulla piattaforma Rousseau per abolire il doppio mandato per i Comuni.

Slitta la discussione del disegno di legge 735, più noto come “ddl Pillon”, che va a riformare il diritto di famiglia. La commissione giustizia del Senato ha deciso di rinviare la discussione, probabilmente a settembre, incaricando sempre il senatore leghista Pillon, integralista cattolico e antiabortista, di riscrivere il testo mediando tra le diverse proposte. Non è però una buona notizia per le associazioni che si battono per i diritti delle donne perché, spiega Nadia Somma, presidente del centro antiviolenza Demetra di Lugo, “gli altri testi depositati sono anche peggio. Uno di questi, il ddl 45, indebolisce il reato di maltrattamento perché ne introduce la sistematicità, ma questo è un reato in cui non c’è mai la sistematicità perché i momenti di violenza si alternano a quelli di relativa tranquillità. Significa che sarebbero sanzionati solo casi di estrema gravità, lasciando indietro altre situazioni che causano sofferenza fisica e psicologica nei bambini”.

      Radio Espresso - 25 luglio 2019

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