“Questa casa non è un hashtag!”, ovvero dialogo nativi analogici e digitali

Bologna, 14 dic. – Pensatech comincia questa nuova puntata dall’attualità, con il caso Huawei.  Meng Wanzhou, la direttrice finanziaria (CFO) di Huawei e la figlia del fondatore dell’azienda, è stata arrestata la scorsa settimana a Vancouver in Canada, durante uno scalo aereo per un viaggio da Hong Kong verso il Messico.
L’arresto è stato eseguito dalla polizia canadese su richiesta degli Stati Uniti, che accusano Meng di avere partecipato ad alcune attività per la vendita di prodotti all’Iran, violando così le sanzioni statunitensi. Ma il caso va analizzato alla luce del (teso) rapporto politico commerciale tra Stati Uniti e Cina. L’abbiamo fatto con Carola Frediani, cybersecurity awareness manager e autrice di “Guerre di Rete“.

Per la rubrica EcoEtico, dedicata al trattamento etico dei dati con Valentina Bazzarin, vi proponiamo la seconda parte dell’intervista a Fabio Chiusi, autore di “Io non sono qui: Visioni e inquietudini da un futuro presente”. Una puntata sotto la luce tetra di Black Mirror ma con qualche spiraglio di luce.

Infine: “Questa casa non è un hashtag“, azzeccatissimo titolo di un testo edito da Mimesis che ci racconta due punti di vista sulla rete, quelli di due generazioni diverse, nativi analogici e nativi digitali.
Alessandro Curioni, esperto di sicurezza informatica, si rivolge ai genitori di adolescenti, giocando anche con i loro, nostri, ricordi d’infanzia.

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