Quando il cinema aiuta a riscoprire se stessi

28 mar. – “Vincent Schiavelli mi parlava spesso di un figlio diciassettenne rimasto a New York che sentiva raramente. Un ragazzo che non si è fatto vivo né durante il periodo di malattia del padre, né in occasione del suo funerale” racconta a Piper Marco Amenta, regista palermitano autore di Magic Island, film documentario sul viaggio che Andrea Schiavelli compie in Sicilia per riscoprire, a distanza di dieci anni dalla morte, la figura di suo padre, noto caratterista italo americano che in seguito a molti film di successo come Qualcuno volò sul nido del cuculo o Ghost, nel 1995 compie l’inusuale scelta di trasferirsi nel piccolo paese di origine Polizzi Generosa (PA): “Sono riuscito a contattare Andrea proprio nel momento in cui stava organizzando un viaggio in Sicilia per riscuotere una piccola somma ereditata dal padre. Il film documenta dall’inzio alla fine il viaggio di un figlio che elabora, a distanza di anni, la morte della figura paterna recandosi nei luoghi in cui aveva trascorso l’ultimo periodo della sua vita”.

Una cinepresa che segue discretamente Andrea e che va a sostituirsi al suo sguardo, arrivando a dare l’impressione che l’opera, più che un documentario, sia un vero e proprio film di finzione:  “Dall’inizio alla fine della pellicola osserviamo lo sviluppo dell’emotività del figlio di Vincent, sino ad arrivare alla conclusione delle sue scoperte. Non ci sono interviste, sguardi in macchina o altri altri strumenti propri del documentario classico. Lo spettatore viene coinvolto come se avesse a che fare con un film di narrazione“.

Andrea non dà mai impressione di essere condizionato nelle sue azioni e nelle sue espressioni dalla presenza delle telecamere, anzi: “Secondo uno psicanalista che ha visto il film, la presenza della troupe ha avuto per il nostro protagonista una funzione di psicanalisi“, continua Amenta, “io stesso venivo percepito da Andrea come una sorta di fratello maggiore”.

Magic Island, che come lo definisce il regista “è una storia su un ragazzo che alla fine diventa grande“, viene proiettato al Cinema Europa di Bologna (via Pietralata 55/a, tel:  +39 051523812) il 28 marzo.

Ascolta l’intervista al regista Marco Amenta.


Antonio Ciulla

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