Pums. Cittadini, Comuni e stakeholder al lavoro sulla mobilità sostenibile

Bologna, 22 nov. – Si chiama Pums: è il Piano urbano per la mobilità sostenibile e a regime potrebbe cambiare le abitudini degli abitanti dell’intera area metropolitana bolognese. È “il primo piano intercomunale” italiano, specifica Alessandro Delpiano, direttore dell’Area pianificazione territoriale della città metropolitana, che coinvolge quindi “Comune di Bologna, Città Metropolitana e gli altri 54 Comuni del nostro territorio”. Uno strumento concreto che sarà adottato, così auspica l’assessora alla mobilità Irene Priolo, “entro la tarda primavera del 2018″, al termine di un fitto calendario di appuntamenti, in dialogo strutturato con stakeholder e cittadini. E i tempi stringono: si comincia già il 4 di dicembre.

Nel territorio metropolitano ci sono un milione di persone (338 mila a Bologna) che ogni giorno si spostano in media 2 milioni e 440 mila volte, e nel 59% dei casi usano l’auto. Questi i dati presentati dai tecnici della Città Metropolitana, che comprendono sia autisti che passeggeri. Uno degli obiettivi della pianificazione è perciò di carattere culturale: si tratta di cambiare l’abitudine di usare l’auto per spostarsi, incentivando la mobilità leggera e dolce; primariamente a piedi e in bici, ma anche con i mezzi pubblici su tram e gomma. Per renderle scelte desiderabili, si continuerà a intervenire sulle infrastrutture (ciclabili), ma anche sulle politiche per le persone. Ad esempio, si sta pensando al “biglietto unico integrato, che permette con un solo titolo di viaggio di spostarsi su tutti i mezzi”, anticipa Delpiano. E a questo si aggiunge un secondo obiettivo: ridurre le emissioni del 40% entro il 2030, come chiedono gli Accordi di Parigi.

Alessandro Delpiano, direttore dell’Area pianificazione territoriale della città metropolitana

      Alessandro Delpiano, direttore dell’Area pianificazione territoriale della città metropolitana

Non rappresenta una novità il fatto che i cittadini di Bologna vengano chiamati ad intervenire in un percorso di pianificazione. Questa volta però saranno 150 gli attori, tra enti ed istituzioni, reti di trasporto, associazioni di categoria, a “riunirsi in gruppi di lavoro” dal 4 al 21 dicembre, spiega Priolo. Parallelamente, “entro Natale sono previsti anche sei incontri aperti a tutti i cittadini di quartiere e dell’unione dei Comuni” e momenti di coordinamento politico. Al termine del percorso, articolato in “almeno una trentina di incontri” e “questionari di indagine ai cittadini” si passerà poi all’adozione effettiva dello strumento.

Particolarmente sensibili al tema e presenti durante la serata di lancio del Pums di martedì 21 novembre, le associazioni dei cicloattivisti – Fiab, Salvaiciclisti e tante altre – temono di veder sparire il Biciplan, l’agognato primo piano generale del traffico dedicato solo alle biciclette. Strumento già definito e attualmente in dotazione al Comune, Priolo conferma che “rimarrà la struttura portante del trasporto“. Ricordando poi che di fatto il Biciplan si sta già attuando “con le nuove piste ciclabili messe in campo quest’anno, in via Mattei e in via Carracci.

Irene Priolo, assessora alla mobilità e membro del coordinamento politico del Pums

      Irene Priolo, Assessora alla mobilità

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