La protesta dei peluche contro i vermicelli

Abbasso i vermi Viva le coccole - La mancanza di prevenzione ci va venire i vermi. Cartelli dei Peluches

Bologna, 25 mar. – Le scuole d’infanzia, primarie e gli asili nidi del quartiere Saragozza sono colpiti in questi giorni da una infestazione di ossiuri, i vermi intestinali dei bambini e per precauzione i bimbi non possono più portare i loro pupazzi di peluche nel dormitorio durante l’ora del riposo pomeridiano.

Lo rendono noto le rappresentanti e alcuni genitori della sezione gialla della scuola d’infanzia Arcoguidi Pace, che chiedono all’Ausl una serrata roadmap per fare il trattamento, la sanificazione delle classi e lo screening dei risultati dei test. Le indicazioni della Ausl riguardano il lavaggio continuo delle mani, la sterilizzazione quotidiana della biancheria e indicazioni altre d’igiene, oltre all’allontanamento dei peluche. Secondo i genitori, preoccupati, però queste sono interventi palliativi, indicazioni che sono “arrivate tardi, in modo frammentario ed evidentemente di poca efficacia”, con comportamenti diversificati da famiglia a famiglia. Con il risultato che “probabilmente molte persone sono infestate e non lo sanno neanche”.

I genitori che hanno aperto anche un gruppo Facebook, chiedono all’Ausl che venga fatto uno “svermi-day” entro mercoledì 1° aprile, cioè un trattamento farmacologico dei bambini e dei loro famigliari; la sanificazione degli ambienti tra il 2 e il 7 aprile, durante le vacanze pasquali e lo screening dei risultati.

L’Ausl oggi ha invece ribadito che le informazioni sono state fornite tempestivamente, già il 29 gennaio e che solo una accurata igiene personale, con particolare attenzione per il lavaggio delle mani e delle parti intime, e la pulizia regolare degli ambienti di vita dei bambini, a scuola come a casa, sono le fondamentali norme di prevenzione.
Il trattamento farmacologico, invece, è efficace per la scomparsa dell’infezione, ma non è appropriato a scopo preventivo.
Le infezioni da ossiuri, sono estremamente comuni, ma non pericolose per la salute e si risolvono con una semplice terapia farmacologica e il rispetto delle comuni norme igieniche. Nel corso del 2015, a Bologna, i casi accertati di ossiuriasi sono, a tutt’oggi, 46 (3 dei quali riguardanti adulti).

 

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