Prodi: “Bologna finisca di piangersi addosso”

4 ott. – C’era anche Romano Prodi questa mattina al taglio del nastro di Mast, la Manifattura di arti, sperimentazione e tecnologia voluta dall’imprenditrice Isabella Seragnoli. Parlando con i giornalisti il professore si è augurato che l’evento di oggi sia “Un’altra occasione perché Bologna la finisca di piangersi addosso”.

La “nuova cittadella” è un edificio multifunzionale – “di frontiera“, lo definiscono gli architetti dello studio Labics – che si propone di collegare la zona degli stabilimenti della Gd e il quartiere circostante.

Dentro un involucro di vetri e metallo “difficile da raccontare in una sola immagine”, ammette Claudia Clemente che l’ha progettato con Francesco Isidori, c’è davvero una piccola città: il ristorante aziendale, una Academy, un nido (80 posti), una palestra, un auditorium (420 posti), uno spazio espositivo, una caffetteria e un parcheggio interrato. “Nei prossimi mesi questi spazi saranno aperti ai nostri lavoratori e collaboratori e da gennaio al pubblico“, ha annunciato Seragnoli, che prima di tagliare il nastro, ha chiesto un minuto di silenzio per i morti nel mare di Lampedusa.

Per un entusiasta Luca Cordero di Montezemolo, Mast è “importante per Bologna”, “città troppo bloccata”.

Lo storico dell’architettura Francesco Dal Co, che ha affiancato Seragnoli nel progetto di Mast, avverte le città italiane: se non si accetta la sfida della modernizzazione, si diventa gusci vuoti.

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