Primo Maggio senza industriali, ma con l’occhio all’Europa

Bologna, 22 apr. – Primo maggio unitario per i sindacati a Bologna, senza Unindustria. Archiviata l’esperienza dell’anno scorso, con imprenditori e LegaCoop invitati a parlare di crisi e disoccupazione. Esperienza giudicata positivamente dai sindacati, che però quest’anno hanno deciso di puntare alla vicinanza con le elezioni europee.

Proprio l’Europa sarà al centro della tavola rotonda delle 10 a cui parteciperanno il segretario Cisl, Alessandro Alberani, il responsabile Politiche europee della Cgil nazionale, Francesco Durante, l’economista Stefano Zamagni, il segretario della Uil, Gianfranco Martelli. Coordinerà Nadia Tolomelli della Cgil, in attesa della nomina del nuovo segretario della Cgil che dovrebbe essere nominato nei prossimi giorni, dopo il mancato secondo mandato di Danilo Gruppi.

“Inviteremo le persone ad andare a votare”, afferma Alberani, “per contrastare le forze populiste, nazionaliste e violente che si stanno riproponendo in Europa”. Europa che “finora non ha dato il meglio di sé”, commenta Martelli, risultando “troppo in linea con le banche e la speculazione, a scapito dei Paesi più deboli”.

Anche quest’anno sono attese invece le contestazioni da parte di Usb e collettivi, che per la giornata del 1 maggio annunciano cortei e inziative.

Tornando al programma, nel pomeriggio concerti con “Le ceneri e i monomi” (proprio i conduttori del nostro sabato pomeriggio…), “Khorakhane””, “Fev”, “Stato Sociale” e “The blue beaters”. La sera del 30 aprile andrà in scena a Crevalcore “Come una Perla”, uno spettacolo teatrale che porterà sul palco i dipendenti della storica azienda di intimo che, nel giro di pochi mesi, sono passati dal dramma della cassa integrazione al rilancio targato Silvio Scaglia, fondatore di Fastweb. Lo spettacolo andrà in scena all’auditorium “Primo maggio”, costruito dopo il sisma grazie ad una raccolta di fondi tra i lavoratori promossa proprio da Cgil, Cisl e Uil. Gli stessi sindacati hanno contribuito anche alla realizzazione del progetto, in collaborazione con il Teatro dell’Argine.

Spiega una delle lavoratrici, Patrizia Palermo: “E’ stato un modo per dire quello che non era stato detto al momento della crisi”, tra il senso di colpa vissuto da chi resta in azienda e la rabbia di chi viene messo da parte. Un modo per “elaborare il lutto”, aggiunge Palermo, anche se “la cicatrice della cig resta, non va via”.

Nicola Bonazzi del Teatro dell’Argine è il regista dello spettacolo. Ci spiega che dallo spettacolo emerge anche la storia della Perla, ma sempre attraverso il vissuto delle lavoratrici.

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