Primarie Pd. Galli: “Flebile segnale di vita”, l’alta affluenza è merito di Zingaretti

Foto pubblicata su Facebook dalla pagina di Nicola Zingaretti

Bologna, 5 mar. –  A un anno dalle elezioni politiche, le primarie di domenica 3 marzo per eleggere il segretario del Partito Democratico sono state il primo grande test per gli elettori del partito del Nazareno. Un risultato dal bilancio positivo, con 1milione e 800mila votanti,  che adesso deve guardare al “futuro”. E lo farà con il nuovo leader consacrato con oltre il 70% di preferenze: Nicola Zingaretti. Il governatore del Lazio, l’uomo “di rottura” con Matteo Renzi.

Quello che è successo domenica per tutta la giornata davanti ai gazebo delle città italiane è quello che segna “una rottura con il passato ma che deve fare i conti con i contenuti da reimpostare”, ha spiegato Carlo Galli, politologo e docente universitario dell’ateneo bolognese, nonché presidente dell’Istituto Gramsci. “Un flebile segnale di vita per il partito che fino ad oggi non ha avuto il coraggio di affrontare veramente la realtà perché ha temuto che facendolo, il partito si sarebbe spaccato. Perché dentro il partito democratico convivono linee interpretative della politica, della società e dell’Europa abbastanza diverse”. E ancora, sul candidato che ha vinto sugli altri due, Maurizio Martina e Roberto Giacchetti, ha aggiunto: “Il candidato che meno deve a Renzi è Nicola Zingaretti. Più degli altri è accreditato per essere un candidato di centro sinistra e non di centro, non solo ha vinto rispetto ai votanti, ma probabilmente ha fatto sì che il numero degli elettori non diminuisse ulteriormente rispetto a quello delle primarie del 2017″.

      Davide Policastro YouTrend

 

Mentre Davide Policastro di YouTrend, piattaforma di sondaggi, ha scattato una fotografia del voto in Italia e in Emilia-Romagna, dove hanno votato oltre 185mila persone. E proprio sotto le Due Torri hanno incoronato il neo segretario Nicola Zingaretti con il 71,22%. “Ovviamente i risultati raccontano un grande trionfo che darà a Zingaretti i margini per una grande maggioranza politica”. Una delle percentuali più alte rispetto a quelle di altri capoluoghi. Policastro poi volge uno sguardo anche al voto in Liguria, sicuramente segnato dai fatti di cronaca di agosto, con il crollo del ponte Morandi: “Da notare come Giovanni Toti, governatore della Liguria per la Lega Nord, spesso su Twitter si è congratulato con il neo eletto. La gestione del ponte Morandi da una parte del Governo, a più di sei mesi dal crollo, ha sicuramente generato una situazione di sconforto. E il momento di crisi del Movimento 5 Stelle, che emerge dai risultati delle amministrative e dai sondaggi, potrebbe significare un rientro di elettori. Un ritorno del voto verso il centro sinistra”.

      Carlo Galli, politologo Fondazione Gramsci

Maria Centuori

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