Prendersi cura dei beni comuni

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Tratto dal sito Le città dei beni comuni

Bologna, 19 feb. – Come fare a prendersi cura di un angolo di città senza impantanarsi nella burocrazia? A Bologna sarà presto disponibile “il primo regolamento che disciplina i rapporti tra le Amministrazioni e i cittadini ‘attivi’ nello sviluppo di esperienze di gestione condivisa dei  beni comuni della città”. E’ uno strumento di semplificazione per i cittadini, visti come “alleati” dall’amministrazione.

Sono “regole nuove, per amministrare insieme con e non soltanto per conto dei cittadini”, promette la brochure del volantino che invita sabato 22 febbraio all’incontro col sindaco Virginio Merola “Le città come BENI COMUNI” nell’Auditorium Enzo Biagi Sala Borsa, dalle 10 alle 13 in piazza Nettuno.

Il percorso è partito a giugno 2012, sostenuto dalla Fondazione del Monte e realizzato dal Comune di Bologna insieme a Labsus – Laboratorio per la sussidiarietà e in collaborazione con Centro Antartide e Urban Center.

Le nuove regole sono state messe a punto grazie a tre progetti sviluppati in città. Al Navile il bene comune di cui un gruppo di cittadini si è interessato è un’area verde, a S. Stefano è una porzione di portici del centro storico, a S. Donato la ex sede dell’ufficio anagrafe, che, con una convezione, potrebbe diventare un nuovo centro culturale.

Sara Branchini del Centro Antartide racconta a che punto sono arrivate le tre sperimentazioni.

Le esperienze pratiche hanno messo in luce gli ostacoli alla buona volontà dei cittadini attivi. Da qui si è partiti per mettere a punto le regole che saranno presentate sabato, come ci racconta Gregorio Arena di Labsus.

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