Precari scuola. La gioia amara del posto fisso lontano da casa

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Foto Flickr CC By di Luigi Mengato

Bologna, 28 ago. – Arrivano nella stragrande maggioranza dal sud Italia, hanno dormito in auto dopo un viaggio improvvisato e aspettano la chiamata che potrebbe cambiare la loro vita da precari: sono i convocati per le assunzioni a tempo indeterminato dei docenti scuola dell’infanzia e primaria nella provincia di Bologna.

Li abbiamo incontrati nel cortile dell’istituto Belluzzi-Fioravanti, luogo delle convocazioni. In ballo ci sono 61 posti per la scuola dell’infanzia e 114 per la primaria, uno e uno di sostegno. La metà circa sono riservati ai vincitori del concorso dell’allora ministro Profumo.

A. è arrivata dalla Sicilia, quando una settimana fa è arrivata la convocazione per lei è partita una corsa contro il tempo: non ha trovato un posto per venire in aereo ed è stato difficile anche trovare i biglietti per il traghetto, questa notte ha dormito in auto. Faceva la supplente da vent’anni.
“Mi dispiace per le colleghe bolognesi” mi dice C. da Roma: “E’ una guerra tra poveri, oggi mi sento felice . M. ha insegnato a Salerno per trent’anni da precaria e la sua è una felicità amara: “Ho raggiunto l’obiettivo che mi ero posta, ma ho dovuto lasciare una famiglia, non è stato facile, non sarà facile”.
L’unica bolognese che abbiamo incontrato è la madre di una ragazza che ha vinto il sostegno in un paese della montagna. Chi viene dal sud, ci dice lei stessa, sceglie quasi esclusivamente la città perché non conosce la zona e non sa distinguere se un comune è facilmente raggiungibile o meno.

I precari a Bologna sono circa 3mila, un numero incerto perché molti insegnanti sono inseriti sia nella graduatoria dell’infanzia che in quella della primaria.
Una di loro oggi è passata per controllare, dopo le assegnazioni di ruolo, quali sono i posti liberi rimasti, magari per un incarico annuale. “Io sono nata al sud ma insegno a Bologna da tanti anni, ho costruito la mia vita qui. Ogni anno ci vediamo superare da chi arriva dalle altre province, non è giusto” ci dice.

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