Precari invadono l’Ufficio scolastico provinciale

14 ott.  – «Anche la scuola è clandestina nel paese della velina». Lo striscione è stato appeso questa mattina fuori dalla sede dell’Ufficio scolastico provinciale e regionale, in via de’ Castagnoli. Erano una ventina i precari del Coordinamento bolognese che dalle 11 con il megafono hanno invitato i lavoratori dell’ufficio a scendere e mostrare la loro solidarietà. «Vi chiamano fannulloni per nascondere il progetto di distruggere la scuola pubblica, che ci riguarda tutti». Oggi è l’ultimo giorno utile per presentare la domanda per entrare nella graduatoria speciale istituita con il decreto chiamato “salva precari”. In realtà, spiegano i manifestanti, si tratta di un ricatto, perché vengono regalati 12 punti solo a chi aveva una supplenza annuale, a patto che si risponda ad ogni chiamata, pena la perdita dei benefici. Per i precari, significa trasformare i docenti in «lavoratori a squillo». Intorno alle 11.45 i manifestanti sono entrati all’interno dell’Ufficio a chiamare, uno per uno, gli impiegati. Dopo una mezz’ora hanno ottenuto un incontro con il vicedirettore Panzardi, che però non ha espresso solidarietà «né come funzionario, né come cittadino, né sul piano umano».

I precari sono tornati a volantinare, così come faranno nelle prossime settimane davanti alle scuole per intercettare docenti, genitori e studenti, e spiegare quali tecniche di non collaborazione si possono utilizzare per mettere in evidenza i limiti della riforma Gelmini e far inceppare la macchina della scuola colpita dai tagli.

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