I precari della scuola “boicottano” la riforma Gelmini

12 ott. – La lotta gandhiana è lotta quotidiana. I precari della scuola di Bologna hanno messo a punto alcune azioni di non collaborazione per denunciare le contraddizioni della riforma Gelmini. Le strategie saranno proposte a insegnanti, bidelli, genitori, studenti. Le azioni di non collaborazione possono far saltare il meccanismo della scuola al risparmio: per esempio non accettando gli straordinari per sostituire un collega si ottiene la chiamata di un supplente, oppure si possono denunciare le classi sovraffollate per carenza di sicurezza, o ancora dire ai genitori di pagare la quota di iscrizione alla stessa cifra dell’anno precedente. Il coordinamento ha anche pensato ad un corso di autodifesa per docenti e personale ata: una serie di incontri in cui spiegare limiti e possibilità di azione del lavoratore della scuola ai tempi della riforma.

Una protesta di piazza è prevista poi per mercoledì 14 ottobre, data limite per presentare la domanda di adesione ai contratti di disponibilità per i docenti che sono rimasti senza cattedra. I precari saranno alle 11 in presidio davanti all’ufficio scolastico provinciale di via de’ Castagnoli per protestare contro il provvedimento.

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