Più orti, meno norme

5 giu. – Ampliare le aree destinate agli orti urbani, ma prima rivedere e unificare i regolamenti che si occupano di verde urbano e gestione degli orti comunali. In commissione Ambiente a palazzo d’Accursio si è discusso di come integrare l‘attuale regolamento del Comune sugli orti con le nuove esperienze nate dalla riappropriazione del verde in città: orti comunitari, in autorecupero, orti “mobili” e sociali.
Le molte realtà che sono state ascoltate dai consiglieri comunali hanno chiesto il riconoscimento, da parte dell’Amministrazione, delle loro realtà, spesso autorganizzate. Poi hanno chiesto che il Comune amplii le aree destinate alle coltivazioni personali o collettive, sfruttando gli spazi dismessi e/o abbandonati in attesa di ricollocazione. Per questo propongono di sostenere la mappatura degli orti a Bologna, che è già online su gramignamap.it, e di fare lo stesso con le aree dismesse.

Attualmente esistono due regolamenti sulle coltivazioni in città: uno riguarda l’assegnazione e gestione degli orti comunali; l’altro è il regolamento degli spazi verdi urbani.
Daniele Carella del Pdl e Cathy La Torre di Sel hanno ribadito la necessità di riunire, ove possibile, sotto un unico regolamento le attività ortive di tutte le tipologie e allo stesso tempo operare una sistematizzazione e definizione precisa e stringente delle tecniche, dei luoghi e delle attività da svolgere.
La Torre chiede l’istituzione di un organo permanente che si occupi di definire i nuovi regolamenti e di mettere a sistema le esperienze già vive.

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