Pianoro. La Lega attacca sulle “schedature”. La sindaca: “Falso, denunciamo”

Una delle foto diffuse dalla senatrice della Lega Lucia Borgonzoni

Bologna, 17 ott. – – “L’amministrazione Comunale di Pianoro comunica che il locale cui il gruppo consiliare della Lega Nord fa riferimento é destinato alle sole attività di incontro e programmazione dei gruppi, quali organismi istituzionali dell’ente. Suddetto locale è all’interno di un edificio comunale e l’accesso è vincolato dal possesso delle relative chiavi. Non si tratta quindi in nessun modo di locali di pubblico utilizzo”. A spiegarlo in una nota è la sindaca di Pianoro Franca Filippini, Comune del Bolognese al centro di una denuncia della Lega che, con la senatrice e candidata alla presidenza della Regione Lucia Borgonzoni aveva parlato di “schede con informazioni sensibili su centinaia di bambini raccolte in armadi senza chiave, potenzialmente accessibili a chiunque”, dicendo di valutare un esposto in Procura.

“I documenti citati – prosegue il primo cittadino – erano conservati all’interno di un armadio, le schede oggetto della segnalazione sono parte di un progetto comunale legato all’attività scolastica, affidato a professionisti esterni nell’ambito del progetto Patchwork, attività questa di pubblico dominio a cui abbiamo più volte relazionato anche in consiglio comunale. Gli appunti contestati e pubblicati dalla senatrice sono stati raccolti dai professionisti nell’ambito di un’attività regolarmente affidata che ha rispettato tutte le procedure e i vincoli di legge”.

Il Comune, in ogni caso “si riserva ogni ulteriore approfondimento rispetto alla custodia dei dati e alle eventuali responsabilità in capo ai suddetti professionisti” e procederà tramite i propri legali “nei confronti di chi, esercitando il ruolo di amministratore pubblico, ha avuto accesso a documenti privati senza autorizzazione o ancor peggio ne ha diffuso contenuti e informazioni”.ù

Il podcast del dibattito tra il consigliere comunale leghista Luca Vecchiettini, che per primo ha segnalato la questione, e la sindaca di Pianora Franca Filippini.

      Luca Vecchiettini (Lega) - Franca Filippini (sindaca Pianoro)

 

La denuncia di Borgonzoni da cui è partito tutto. “Schede con informazioni sensibili su centinaia di bambini raccolte in armadi senza chiave, potenzialmente accessibili a chiunque”. È quanto denuncia di aver trovato a Pianoro, comune del Bolognese, la candidata della Lega alle prossime Regionali in Emilia-Romagna, Lucia Borgonzoni, che ha avvertito le forze dell’ordine, pubblicato alcune immagini su Facebook e sta valutando di presentare un esposto alla Procura e al Garante della Privacy. Ma il vicesindaco di Pianoro, Marco Zuffi, non ci sta e replica: “L’amministrazione procederà tramite i suoi legali ad azioni nei confronti di chi, esercitando il ruolo di amministratore pubblico, ha avuto accesso a documenti privati senza autorizzazione o ancor peggio ne ha diffuso contenuti o informazioni”, scrive su Facebook. I faldoni recano la scritta ‘Patchwork’ e appartengono a un progetto legato alla prevenzione del disagio sociale. A trovarli e segnalarli è stato un consigliere comunale della Lega, Luca Vecchiettini, in una stanza messa a disposizione dei gruppi politici del Comune di Pianoro. All’interno, spiega il Carroccio, “si leggono ‘profilazioni'” di minori, con riferimenti alla “situazione familiare, disagi, osservazioni sulla loro psicologia e sul comportamento”. Borgonzoni ne pubblica stralci sui social e chiede perché “informazioni sensibili su bambini e famiglie” sono “lasciate in armadi aperti e accessibili a chiunque”. Zuffi, il vicesindaco, però chiarisce e anzi contrattacca: “Vecchiettini dopo essere entrato con le chiavi a lui affidate in un locale chiuso, di proprietà del Comune di Pianoro, in cui avrebbe dovuto mantenere segreto d’ufficio, ha fatto entrare la Borgonzoni, facendole fotografare e postare documenti in cui non esiste nessuna profilatura, né schedatura di nessuno tipo, ma solo appunti di alcuni professionisti”.

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