Per pulire l’aria bolognese serve una foresta

16 feb. – Ci vorrebbe una foresta di 26 chilometri quadrati per pulire l’aria della provincia di Bologna dai 2,5 milioni di tonnellate di anidride carbonica che ogni anno produciamo solo col trasporto su gomma e per la gestione delle abitazioni. Un bosco grande all’incirca quanto il territorio del Comune di Castello D’Argile. A Ferrara invece sarebbero necessari 13 chilometri quadrati di vegetazione. Lo dice uno studio condotto da Legambiente, che denuncia come l’Italia faccia troppo poco per rispettare gli impegni presi a Kyoto. Dal 1990 le emissioni sono aumentate del 9,9% e il futuro è grigio, visto che il governo punta a rilanciare il carbone e a tornare al nucleare.
Secondo le stime dell’associazione ambientalista, in Emilia-Romagna le emissioni di CO2 ammontano ad almeno 11,3 milioni di tonnellate all’anno, e sono «assorbite solo parzialmente dall’ingente patrimonio boschivo presente in regione».

Quanto alle polveri sottili PM10, invece, secondo l’Arpa c’è stato un miglioramento, perché dal 2002 al 2008 le centraline collocate in Emilia-Romagna hanno registrato una diminuzione del 15%. «Questi dati ci dicono che tutti gli interventi pubblici in materia di mobilità sostenibile, efficienza energetica e contenimento delle emissioni industriali, su cui stiamo investendo in Emilia-Romagna, hanno avuto un impatto positivo», ha detto l’assessore regionale all’Ambiente Lino Zanichelli.

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