Per entrare alla Staveco Làbas dovrà aspettare almeno sei mesi

L’edificio della Staveco che dà su Viale Panzacchi. Lì potrebbe entrare Làbas

Bologna, 29 ago. – Non è una fumata nera, perché la trattativa continuerà e al momento nessuna delle parti vuole rompere. Ma per Làbas, collettivo sgomberato lo scorso 8 agosto, trovare una nuova sede sarà faticoso. Quanto meno dal punto di vista temporale. Le promesse dell’amministrazione sono confermate. “La loro esperienza è utile per la città”, dice il sindaco Merola che ribadisce, al termine dell’annunciata riunione di questa col collettivo, che parte dell’area Staveco potrebbe andare proprio a Làbas, ma solo dopo un laboratorio a cui parteciperanno associazioni e altre realtà cittadine interessate. “La soluzione immediata però non è possibile – dice Merola – So che hanno annunciato una manifestazione ma non è data al mondo una soluzione in termini di giorni. Per un’occupazione temporanea alla Staveco ci sono lavori da fare, e tutto potrà concludersi entro la primavera-estate del prossimo anno“. Marzo quindi, nella migliore delle ipotesi possibili. Il che vuol dire che Làbas (e i suoi progetti), per entrare alla Staveco, dovrà attendere almeno sei mesi. Se i lavori saranno svolti secondo le tempistiche, e se le procedure burocratiche legate alla Staveco non subiranno rallentamenti visto che l’area non è del Comune ma del demanio.

 

      Merola su Làbas e Staveco

 

“La trattativa col sindaco è stata insoddisfacente“, hanno spiegato gli attivisti di Làbas al termine della riunione col sindaco. Gli attivisti si dicono disponibili a discutere sull’ipotesi Staveco, “ma questo non può essere fatto senza impegni scritti su tempi e modalità di ingresso”. “Vogliamo un documento che sancisca le reali intenzioni dell’amministrazione”, chiedono da Làbas. In attesa della Staveco il collettivo chiede un “luogo temporaneo” per garantire la continuità dei progetti, “un luogo transitorio idoneo per dare a Làbas una casa al più presto”.

 

      Il comunicato di Làbas

 

 

Immagini dall’area ex Staveco.

 

La trattativa, come hanno sottolineato le parti, resta aperta. L’amministrazione si impegna a inserire le esigenze di Làbas all’interno “di un percorso generale”. Làbas ha accettato un percorso di discussione, e anche la richiesta di costituirsi in associazione per ottemperare alle regole comunali non sembra un problema. Il nodo resta quello dei tempi. Per domani (mercoledì) Làbas ha convocato un’assemblea cittadina proprio per discutere con tutti gli interessati della questione. Il sindaco però avverte: “Il percorso sarà fatto di regole, non mi confronterò con loro se, in assenza di risposte di loro gradimento, andranno avanti con le iniziative annunciate. Mi auguro di no perché questo chiuderebbe qualsiasi possibilità di risposta da parte dell’amministrazione”. Il riferimento generico alle “iniziative” è legato alla manifestazione annunciata da Làbas per il prossimo 9 settembre. “Se non avremo soluzioni riapriremo Làbas“, avevano detto gli attivisti poco dopo lo sgombero.

In attesa della Staveco la quadratura del cerchio potrebbe arrivare da una nuova “soluzione temporanea” per permettere ai tanti progetti sgomberati da via Orfeo di riprendere nel più breve tempo possibile. Sulla questione il sindaco però non si è minimamente sbilanciato.

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