Trasporti. Aumentano i pendolari, calano i servizi

Bologna, 18 dic. – Sempre di più ma sempre più bistrattati. I pendolari dei treni regionali aumentano, così come aumentano le tariffe ma a fronte di continui tagli dei servizi.

Questi i dati, amari per chi ogni giorno viaggia per studio o lavoro, del nuovo rapporto Pedolaria. Legambiente lancia un appello al neoeletto governatore Stefano Bonaccini e alla futura Giunta regionale, per “rivedere le priorità di investimento sulla mobilità e pensare alle opere che serviranno ancora ai nostri figli, non a quelle la cui utilità già dubbia oggi”. Il riferimento, in particolare, è al Passante nord e al People Mover di Bologna, alla Cispadana e alla Ferrara-mare.
Noi abbiamo raggiunto Lorenzo Frattini, presidente regionale di Legambiente Emilia Romagna, proprio mentre era in treno.

Per quanto riguarda i pendolari, Legambiente parla di quasi 2,8 milioni di passeggeri a livello nazionale, in aumento. “Tra il 2009 e il 2012 si e” assistito a un autentico paradosso- fa notare l”associazione- mentre i passeggeri aumentavano del 17%, le risorse statali per il trasporto regionale su gomma e ferro venivano ridotte del 25%”. Anche l’Emilia-Romagna risente di questo “andamento generale, con tagli al servizio (-5,4% dal 2010 a oggi) e aumenti tariffari (+16,1%)”.

Nonostante questa situazione, sottolinea Legambiente, i pendolari in Emilia-Romagna sono in aumento. Nel 2013 si sono contati 82.076 passeggeri sul bacino dell’Sfm di Bologna, in sostanza stabili ma in calo su Porrettana, Poggio Rusco e Ferrara. Sono invece 43.674, e in decisa crescita, i pendolari sulle linee regionali Fer (erano poco di più di 38.000 nel 2011). “Purtroppo le priorita” della politica locale e nazionale rimangono altre”, attacca Legambiente, che critica Governo e Regione per gli investimenti decisi su “nuove autostrade, come la E55 lungo la costa romagnola” o i 180 milioni investiti da viale Aldo Moro “per la realizzazione della Cispadana”.

“Dei progetti per la mobilità metropolitana ritenuti strategici dalle amministrazioni, al momento nessuno è a favore del trasporto pendolare- sottolinea Lorenzo Frattini, presidente regionale di Legambiente- si prevedono investimenti per almeno 1,3 miliardi sul Passante nord, 100 milioni per il People Mover e 48 milioni per l’assurdo intervento sulla linea Bologna-Portomaggiore. Quando con 75 milioni si risolverebbero quasi tutte le strozzature dell’Sfm”, opere che invece “rimangono sulla carta”. In particolare, l’interramento della ex Veneta “comporterà la sospensione totale del servizio tra le stazioni Roveri e Bologna centrale per circa due anni e mezzo”, lasciando a fine lavori un Sfm “immutato nelle modalità, tempi di percorrenza e mezzi circolanti, la maggior parte con motori diesel”, rendendo inoltre “impossibile il raddoppio della linea in futuro”. Proprio oggi è in programma la Conferenza dei servizi sul progetto, alla quale Legambiente presenterà le sue proposte. “E’ di pochi giorni fa invece la notizia che Rfi ha ceduto gratuitamente al Comune gli spazi per il passaggio del People Mover”, afferma Legambiente, che considera la monorotaia tra stazione e aeroporto di Bologna “un’altra opera inutile”, sostituibile con l’Sfm. L”unica buona notizia, per Legambiente, è l”acquisto da parte di Tper di sette nuovi treni Stadler Etr 350 per i pendolari, che si aggiungono ai 12 acquistati da Fer e già in circolazione dal 2013 sulle linee bolognesi. Mezzi che “consentiranno di sostituire progressivamente su alcune tratte elettrificate i mezzi a gasolio con convogli elettrici. Un passo verso la qualita” del servizio pendolare”.

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