Pd/Sel in Regione: “Tagliamo 7 milioni di euro di costi della politica”

Bologna 9 gen.- Bonaccini l’aveva detto in campagna elettorale, la parola chiave della nuova legislatura sarebbe stata la sobrietà. Una parola che il nuovo capogruppo Pd Paolo Calvano e il collega di Sel Igor Taruffi hanno tradotto in un progetto di legge con cui si punta a risparmiare 7 milioni di euro nel corso della legislatura attraverso tagli ai costi della politica. Per cominciare, la proposta prevede un azzeramento del fondo di finanziamento dei gruppi consiliari, così che tutte le spese esterne saranno a carico dei consiglieri stessi. Da questo taglio si dovrebbero risparmiare 2,5 milioni di euro nell’intera legislatura. Il secondo punto riguarda lo stipendio dei consiglieri che verrà tagliato di quasi mille euro netti al mese, per un risparmio complessivo di 3 milioni di euro. Il terzo punto toccherà invece le indennità di fine mandato, per un ammontare di un milione e mezzo di euro. Non verrà toccato il fondo destinato al personale dei gruppi politici e non saranno ulteriormente toccati i vitalizi ancora esistenti come chiesto in campagna elettorale da alcuni nel Pd come Giuseppe Paruolo.

“Con questa proposta non ci si aspetta di recuperare la fiducia dei cittadini”, dice Calvano, “ma è un punto di partenza”. Anche Taruffi vede in questa proposta di legge un buon modo per “voltare pagina”. Nonostante Calvano ci tenga a precisare che sui tagli la precedente legislatura “ha fatto bene” decidendo quello ai vitalizi, tanto da venire indicata dal governo Monti come un esempio virtuoso per le altre regioni, Taruffi non manca di ricordare la percentuale di astensionismo alle ultime elezioni, “63% di astensione è un dato drammatico”, “per questo è necessario dare segnali chiari fin dall’inizio della legislatura”.

La proposta sarà discussa in consiglio, i due capigruppo si aspettano la collaborazione anche delle forze di minoranza anche se sugli stessi temi il Movimento 5 Stelle ha auspicato il taglio delle indennità per i consiglieri indagati e l’abolizione totale delle indennità di carica.

Su questo la risposta di Calvano e Taruffi è chiara: il primo afferma che “ci sarà sempre chi vuole fare di più, ma la mentalità di tenere la faccia rivolta indietro non fa bene a nessuno. Noi ci aspettiamo di avere consiglieri a contatto con la gente, perché così si recupererà la loro fiducia, e per questo le indennità sono necessarie. E’ giusto che il lavoro che viene fatto venga riconosciuto”. Taruffi su questo argomento la pensa come Calvano: “sulla retroattività delle leggi ho sempre qualche dubbio”, anche se “il sistema politico deve farsi perdonare comportamenti di un certo tipo deve essere chiaro che non solo chi ha le sue disponibilità personali ha diritto a portare avanti iniziative personali”.

Nicolò Moruzzi

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