“Passiamoci in mezzo”. In 300 in bicicletta contro il futuro Passante di Bologna

Bologna, 7 dic. – “Pace, amore, ribellione“. Quando sono partiti con la loro biciclettata nonviolenta e disobbediente gli attivisti di Extinction Rebellion Bologna, armati di cartelli colorati e piantine nei portapacchi delle bici, hanno puntato dritto verso la periferia della città, tagliato attraverso la Bolognina portando musica e canti nelle vie del quartiere, e poi hanno scelto di bloccare l’ingresso dalla tangenziale

Lì, nella rampa di accesso all’altezza delle Caserme rosse, hanno srotolato uno striscione con scritto “Polveri sottili nei nostri respiri“. Un ‘no’ forte e chiaro al cosiddetto “Passante di Bologna“, il progetto che a breve vedrà l’ampliamento di tangenziale e autostrada, un anello che circonda per quasi due terzi la città e che, secondo le istituzioni, ha un urgente bisogno di essere ampliato visto i frequenti ingorghi. Prima appoggiato dal Pd e avversato dai 5 Stelle, poi – già con Toninelli ministro dei trasporti – sostenuto anche da loro in versione riveduta e corretta, il passante è la grande opera che secondo le istituzioni locali dovrebbe ridurre smog e traffico, e che invece secondo la galassia ambientalista cittadina avrà l’effetto opposto.

Una bomba di smog e traffico“, hanno spiegato gli attivisti di Extinction Rebellion. Assieme a loro i comitati cittadini che da anni si battono contro il passante, i ragazzi di Friday for Future, il centro sociale Làbas, il comitato ‘Rigenerazione No Speculazione’ che si sta battendo con successo per preservare il più possibile i Prati di Caprara, bosco urbano bolognese che nei piani di Comune e investitori avrebbe dovuto diventare un nuovo grande quartiere. In bici anche esponenti della sinistra cittadina. “La campagna per le elezioni regionali al momento è senza veri contenuti – ha detto Detjon Begaj, consigliere di quartiere di Coalizione Civica – A Bologna però sta nascendo una rete che lotta per questioni che riguardano il futuro del territorio e la giustizia ambientale. Questa è una novità”.

“Non possiamo permetterci di spendere milioni di euro di denaro pubblico in un’infrasttruttura che dobbiamo fare di tutto perché risulti, tra qualche anno, obsoleta. Abbiamo bisogno di investire in trasporto pubblico, servizi, comunicazione, per garantire a tutti i cittadini il diritto a spostarsi, non il diritto all’auto”, hanno spiegato gli attivisti di Salvaiciclisti, altra associazione che ha deciso di unirsi alla protesta. Nel serpentone di biciclette anche Legambiente, da sempre contraria al passante. “L’Emergenza Climatica – ha dichiarato l’associazione – non può permettere alla politica di fare scelte incoerenti: rapporti dell’Ipcc (il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico, ndr) ci ricordano che rimane poco più di un decennio per evitare il raggiungimento di condizioni irreversibili del cambio clima e le attuali decisioni sullo sviluppo della rete di infrastrutture saranno fortemente determinanti. Invece, nel momento in cui i drammi della crisi climatica stanno segnando le cronache mondiali mettendo in ginocchio anche il settore agroalimentare, rimarrà indelebile in Emilia-Romagna l’impronta di scelte politiche in continuità col passato”.

Oltre al Passante di Bologna la Regione guidata da Stefano Bonaccini ha appena confermato l’autostrada Cispadana che taglierà in due la campagna tra Reggio e Ferrara. E si continua a parlare di bretella Campogalliano Sassuolo a Modena e del Ti-Bre a Parma. “Un’opera da fare”, ha confermato il candidato del centrosinistra alle prossime regionali. E’ proprio sulle grandi opere che si misurano le distanze più grandi nella coalizione del centro sinistra. I verdi vorrebbero fare tabula rasa del Piano regionale integrato dei trasporti, così come la Cispadana desta molti malumori anche tra le fila della lista Coraggiosa di Elly Schlein. “Diciamo che fino ad oggi è andata in un modo, adesso bisogna cambiare rotta“, ha detto Schein chiedendo a Bonaccini di puntare su treni e trasporti pubblici sostenibili.

di Giovanni Stinco e Bianca Arnold

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