Parte Arte Fiera: “Bologna non è solo la città del cibo”

Bologna, 1 feb. – Arte Fiera e Art City, ovvero il mercato dell’arte e l’arte da vivere negli spazi della città, da 2 al 5 di febbraio. “Dell’anno scorso confermiamo una fiera più compatta con meno gallerie e più qualità, racconta Angela Vettese, al suo secondo anno alla guida di Arte Fiera, ai microfoni di Piper; Bologna deve veicolare il suo lato più dotto, e non solo l’idea di una città dove si mangia, questo è noioso. Ormai si mangia bene in tante città di Italia, mentre a Bologna ha sede la più antica Università d’Italia e una tendenza al sapere testimoniata dalla sua maschera, il Dott. Ballanzone nonché una capacità di ospitare l’arte che non è inferiore a Firenze o ad altre città italiane che hanno puntato più su questo.”

A riprova di questo il budget per la festa finale di Arte Fiera è stato dirottato sulla novità di quest’anno, un convengo internazionale sul rapporto di ibridazione tra esposizioni e fiere che si intitola Tra mostra e fiera: entre chien et loup a cura di Angela Vettese con Clarissa Ricci in fiera dal 2 al 4 febbraio (programma qui).

In città il piatto forte è rappresentato da History Marches on a Table, performance esilarante e sovversiva, ideata in occasione del centenario della Rivoluzione russa da Vadim Zakharov. Presentato recentemente alla Whitechapel Gallery di Londra, lo spettacolo è visibile in prima assoluta e unica per l’Italia con tre repliche, da venerdì 2 a domenica 4 febbraio, in una versione appositamente rivisitata per gli spazi dell’ex GAM.

“Tutta l’azione performative avviene su una tavola imbandita, racconta Lorenzo Balbi ai nostri microfoni, perché secondo Zakharov, sedersi a tavola è una delle più grandi conquiste dell’umanità”. Ma saranni tanti gli spazi coinvolti in Art City, “luoghi che non sono solitamente frequentati dall’arte contemporanea o luoghi ripensati dagli artisti come il Museo della musica, il Museo della specola o Palazzo Magnani con l’istallazione di Luca Pozzi che porterà i visitatori a pochi centimentri dagli affreschi dei Carracci.”

Un altro luogo aperto ai visitatori è il Padiglione de l’Esprit Nouveau, oggetto di un recente restauro conservativo
dove l’artista serba Katarina Zdjelar presenta il progetto espositivo Ungrammatical, sul tema dell’interpretazione del linguaggio, in cui le opere vengono messe in dialogo diretto con l’architettura circostante.

Il programma completo è consultabile qui.

Ascolta Angela Vettese e Lorenzo Balbi ai nostri microfoni

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