Pari diritti anche ai conviventi. La Regione ci prova

13 nov. – «Riconoscimento antidiscriminatorio dell’accesso ai servizi». Dietro a questa formula burocratica c’è l’uguaglianza di diritti fra le coppie sposate e quelle solo conviventi, prevista dalla legge finanziaria approvata mercoledì scorso dalla giunta regionale dell’Emilia-Romagna ma ancora da sottoporre al vaglio dell’Assemblea legislativa. I tempi previsti potrebbero essere questi: commissione martedì prossimo, 17 novembre, aula entro la prima metà di dicembre. Tecnicamente non è una parificazione, ma di fatto si stabilisce che non c’è differenza nelle graduatorie per l’accesso ai servizi sociali e sanitari, come già prevede la legge regionale sulla casa.
«I diritti generati dalla legislazione regionale nell’accesso ai servizi, alle azioni e agli interventi – si legge nel documento approvato dalla giunta – si applicano ai singoli individui, alle famiglie e alle forme di convivenza di cui all’articolo 4 del nuovo regolamento anagrafico della popolazione». E l’articolo 4 stabilisce che «agli effetti anagrafici per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela, o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune».

Questa scelta pragmatica da parte della giunta Errani potrebbe portare al raggiungimento dell’obiettivo (pari trattamento anche per i conviventi) superando i possibili malumori di una parte della maggioranza.

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