“Oz non si ferma” e manifesta sotto la sede di Unipol

Bologna, 21 mag. – Si sono presentati con skateboard, tessuti, scarpette da climbing ed ogni attrezzo necessario per svolgere attività sportiva all’aria aperta. Così un centinaio di ragazzi e ragazze hanno manifestato la loro solidarietà alle oltre 30 realtà che operano all’interno di Oz, il centro sportivo e culturale cresciuto tra le mura dell’ex Samputensili in via Stalingrado 59, che entro dieci giorni dovranno traslocare. Ballando, saltando e arrampicando, hanno affiancato il palazzo della vicina Unipol, che a inizio maggio ha dato comunicazione alle associazioni di dover abbandonare lo spazio entro il 31 maggio a seguito dell’acquisto dell’immobile proprio da parte della società Midi di proprietà del gruppo assicurativo. Un tempo non sufficiente, spiegano gli organizzatori della protesta, a trovare una struttura adeguata per accogliere tutte le attrezzature allestite ad Oz dal 2012 ad oggi. “Abbiamo costruito da zero il nostro urban park – ragiona una delle allenatrici di Parkour dell’asd capofila Eden – in un’area sportiva di 7.000 mq: ogni settimana vengono ad allenarsi in centinaia, perciò abbiamo bisogno di un posto grande”.

E “dove potrà essere la nostra casa” non se lo chiede solo l’associazione Eden, che per 5 anni ha gestito Oz con contratto di comodato d’uso gratuito, ma anche tutte le altre associazioni coordinate che lì organizzano attività sportive e artistiche. Uno degli istruttori di arrampicata racconta che quest’anno si stava persino “pensando di aumentare la superficie arrampicabile” perché la parete attrezzata di 200 mq non era più sufficiente. Complessivamente, secondo i numeri forniti da chi organizza le attività, lo spazio arriverebbe a contare infatti oggi “più di 6000 soci presenti e attivi”. Smantellare quella parete, così come i “1200 mq di tubi e pannellature per Parkour richiede lunghe tempistiche”, hanno scritto in una petizione lanciata online su Change.org. Per questo, rivolgendosi al sindaco Virginio Merola, alla Regione Emilia-Romagna, a Midi srl e Unipol, i promotori hanno chiesto una “proroga di almeno sei mesi sulla data di sgombero”, “assegnazione di uno stabile adeguato” e “supporto economico per lo spostamento delle strutture e materiali”.

      Oz

Lo stesso presidente del Quartiere San Donato, Simone Borsari, si è unito all’appello chiedendo ad Unipol “più tempo” affinché “questa esperienza importante di rigenerazione urbana e sociale possa continuare in un altro luogo”. Due invece gli odg presentati nella seduta odierna del Consiglio comunale, durante il quale l’assessore alla Cultura Matteo Lepore si è detto pronto a farsi “identificare dalle forze dell’ordine” se a fine mese dovesse arrivare uno sgombero “forzoso”. Possibilità che l’assessore si impegna comunque a scongiurare, chiedendo ad Unipol “tempo fino a settembre” e impegnandosi come Comune a “trovare una collocazione alternativa” con “la collaborazione di tutti: nuova proprietà, associazione, Tribunale fallimentare e curatore”. La discussione è stata però posticipata in commissione, mentre Unipol ancora non si esprime riguardo la possibilità di proroga dello sgombero.

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