Overdose da metadone, ecco il perché della strage del carcere di Modena

10 mar. – Nove morti in seguito alla rivolta nel carcere Sant’Anna di Modena. Una strage. La notizia dell’ottava e della nona vittima è arrivata solo oggi. Gli ultimi due corpi sono stati ritrovati senza vita nel nuovo padiglione del carcere, ormai completamente distrutto dalla sommossa.

I numeri sono ancora provvisori. Al momento si sa che cinque carcerati sono deceduti nel penitenziario modenese, gli altri sono morti durante o poco dopo i trasferimenti nei penitenziari di Alessandria, Verona, Parma e Ascoli. Il Dap, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, parla di “overdose da farmaci“. Qual che è successo davvero resta da chiarire nei dettagli, e c’è un’indagine aperta da parte della Procura di Modena.

Quel poco che filtra però racconta di scene probabilmente mai viste in un carcere italiano, almeno non negli ultimi anni. Domenica a Modena scoppia la rivolta, alcuni detenuti rivendicano i loro diritti: i colloqui diretti con i parenti e i permessi premio già programmati e annullati causa Coronavirus. Temono che il carcere venga sigillato, e sanno che uno di loro è probabilmente già stato dichiarato positivo al Covid-19. Notizia in seguito confermata dalla stessa amministrazione carceraria.Vogliono strappare concessioni, forse sperano che una rivolta generalizzata possa portare la politica a valutare provvedimenti importanti. L’indulto ad esempio.

Altri detenuti però hanno obiettivi differenti. C’è un gruppo  che dà l’assalto all’infermeria. Una volta occupata la sala e cacciato il personale sanitario lì presente inizia il lavorio attorno alla cassaforte che custodisce farmaci e metadone, l’oppioide sintetico usato nella terapia sostitutiva della dipendenza da stupefacenti. La cassaforte è però chiusa e la porta è blindata. Aprire non è cosa da poco tempo. Servono ore di tentativi, e alla fine l’armadio metalicco viene spalancato con l’ausilio di strumenti trovati in carcere. Mentre al Sant’Anna bruciano gli ultimi fuochi della sommossa alcuni assumono metadone e altri farmaci in maniera incontrollata. Si tratta probabilmente di detenuti finiti dietro le sbarre per reati legati allo spaccio, quasi sicuramente tossicodipendenti. Bevono metadone, prendono pillole a manciate, un mix che per almeno otto di loro sarà letale.

I decessi non arrivano subito, ma ore dopo. Una dinamica perfettamente compatibile con quanto successo e ricostruito da domenica a oggi, perché l’overdose da metadone si manifesta quattro o cinque ore dopo l’assunzione, di solito durante il sonno. Prima di essere trasferiti, ha spiegato a Repubblica Bologna la direttrice del penitenziario di Modena Maria Martone, “tutti i detenuti sono stati visitati presso il presidio sanitario allestito nel piazzale”. Ma non è stato sufficiente, vista la drammaticità della situazione, l’urgenza di smistare i carcerati in altri istituti, e l’impossibilità di diagnosticare, quanto meno non in quel momento, l’assunzione di metadone. Episodi simili, con detenuti intossicati andati in overdose, si sono verificati anche in altre carceri italiane. A San Vittore a Milano e nel carcere di Rieti, con tre morti.

“Quello di Modena potrebbe essere un caso unico nella storia del carcere italiano e del metadone, sia per la possibile dinamica che per il numero dei decessi”, commenta Salvatore Giancane, tossicologo e medico del Sert di Bologna.

“L’abuso di farmaci in carcere è una realtà diffusa e molto pesante – spiega – A Modena potrebbe essersi scatenata una dinamica fatta di appetito per le sostanze da una parte, e dall’altra forse anche una forma di autolesionismo condito da una drammatica ripicca finale verso l’istituzione carceraria. Chiunque abbia lavorato in carcere sa quale sia la dimensione drammatica della ricerca di farmaci“.

“Spero – conclude Giancane – che questo episodio non segni passi indietro nella cura dei tossicodipendenti in carcere. Farlo vorrebbe dire costringere le persone ad affrontare il periodo di astinenza come succedeva un tempo, con tutto quel che ne consegue: sette giorni di dolori, diarrea e vomito, e mesi costellati di crisi e possibili tentativi di suicidio”.

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.