Overdose. Ancora una morte in città. “Lo spaccio sta cambiando”

20 ago. – Ancora una morte per overdose sotto le Due torri. Questa volta, però, l’eroina bianca non c’entra: a provocare il decesso di un 19enne tunisino, secondo i primi accertamenti, sarebbe stato un mix di cocaina e sostanze sintetiche.

A segnalare la morte del 19enne, nella mattinata di ieri, è stato un amico che aveva passato le ultime ore con lui. I due si erano incontrati per strada, avevano bevuto insieme per poi concludere la serata a casa: un appartamento di studenti in zona universitaria, affittato alla fidanzata italiana del 19enne che glielo aveva lasciato in uso partendo per le vacanze. Nell’appartamento i due hanno consumato cocaina e quella che il testimone ha definito “la droga delle discoteche”, presumibilmente Mdma. E’ stato l’abuso di alcol e il mix di stupefacenti, secondo i Carabinieri, a provocare un malore letale al 19enne: l’amico, al risveglio, lo ha trovato a letto senza vita. Sul corpo verrà effettuata l’autopsia, mentre proseguono le indagini dei Carabinieri per definire tutti i contorni della vicenda.

La lotta dei Carabinieri contro l’eroina bianca, intanto, prosegue: ieri i militari dell’Arma hanno arrestato tre spacciatori e ne hanno denunciato un quarto. In piazza di porta San Vitale sono finite in manette tre persone: si tratta di un bolognese incensurato di 43 anni e di due 20enni, uno tunisino e l’altro marocchino. L’italiano, tossicodipendente, in sostanza faceva da autista: è stato lui, infatti, ad accompagnare i due compari con la propria auto fino a porta San Vitale, dove ad aspettarli per l’acquisto della droga c’era un siciliano 35enne. Al momento dello scambio, i Carabinieri sono intervenuti arrestando i tre nell’auto. I militari hanno rinvenuto tre grammi di eroina divisi in sette dosi, a cui se ne è aggiunta un’altra spuntata in caserma: uno dei nordafricani l’aveva nascosta in bocca ed ha cercato di ingoiarla una volta iniziata la perquisizione.

Gli arresti di porta San Vitale, per i Carabinieri, fanno emergere un nuovo modus operandi adottato dagli spacciatori. I due stranieri, infatti, hanno “utilizzato un italiano incensurato per farsi scorazzare in giro per la città e consegnare le dosi di eroina”, sottolinea il tenente Sabato Landi, “certi che la copertura data da un italiano incensurato, alla guida di una utilitaria comunissima in città, li facesse passare inosservati”. Le forze dell”ordine, del resto, devono fare i conti con un mondo dello spaccio che cambia e si adatta. L’identikit attuale è quello di pusher “molto giovani, personaggi spesso arrivati in italia da poco- spiega Landi- probabilmente chiamati dagli storici spacciatori del centro cittadino”. Si parla di persone che “ormai conoscono per tradizione le zone più battute da forze di Polizia – aggiunge il tenente – e fanno dell’inventiva il loro punto forte, cercando zone della città dove fino ad ora non si parlava di spaccio”, come per l’appunto nel caso di porta San Vitale.

Prosegue, infine, la ricerca dei tre pusher tunisini accusati per l’overdose che, a fine luglio, ha ucciso un 40enne all’ex Manifattura tabacchi. “Sono braccati”, assicura Landi: le indagini “stanno proseguendo con tutti i mezzi a disposizione” e a livello internazionale. I Carabinieri, infatti, hanno la certezza che i tre non siano più in Italia.

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