Operazione BFC: vantaggi e incognite


Nella giornata di martedì il Presidente del Bologna fc Albano Guaraldi, assieme al Presidente e al Vicepresidente della Provincia e al Sindaco di Granarolo hanno presentato alla città e a tifosi il progetto di costruzione di un nuovo centro tecnico che sorgerà alle porte di Quarto inferiore, sulla via San Donato.

La notizia è stata ben illustrata ieri nella nostra cronaca, con tanto di intervista al sindaco di Granarolo Loretta Lambertini .
Doveva essere una festa ma lo è stato solo in parte:  Guaraldi si è lamentato dello scarso entusiasmo per un’iniziativa che patrimonializza il Bfc  e permetterà di ospitare gli oltre 500 atleti rossoblù che militano nelle 20 squadre del club, attualmente sparpagliati in tutta Bologna. L’obiettivo dichiarato è quello di far crescere nuovi talenti, una sorta di “cantera” catalana in salsa emiliana.
Bologna, si sà, riserva tanti onori ai morti ma molte meno lodi ai vivi, Guaraldi farà bene ad abituarsi in fretta: la conferenza stampa è stata per lunghi tratti monopolizzata dal fattore sportivo, con gli ultras della curva che chiedevano al presidente garanzie sul futuro della squadra e i giornalisti che lo incalzavano sulla lettera mandata dall’advisor Tamburi con la richiesta di vendita del club.


Lasciando da parte il lato sportivo e concentrandosi sull’operazione immobiliare i dati sono questi: Comune di Granarolo e Provincia permetteranno al Bfc di costruire il suo centro tecnico su un’area di oltre 22 ettari, attualmente adibito ad uso agricolo, di proprietà di Gian Paolo Rimondi –  socio del Bologna fc – progettista edile. Il Bfc si impegna a costruire anche una rotonda e una ciclabile e di trasferirvi e ospitare (a spese del Bologna fc) il nuovo centro sportivo Comunale, attualmente sito in via Roma. L’investimento è stimato tra i 10 e i 20 milioni di euro (Guaraldi non ha voluto fare cifre…):  tra 50 anni l’opera passerà in proprietà al Comune di Granarolo. In cambio l’amministrazione concede al Bfc la possibilità di “riqualificare” l’area del vecchio centro sportivo. In pratica nel centro di via Roma che attualmente
ospita un campo da calcio con tribuna e locali vari adibiti a spogliatoi,  sarà possibile costruire nuove abitazioni, con l’unico vincolo di lasciare l’attuale campo di calcio a zona verde, trasformandolo in un parco attrezzato.

Stando così le cose sia il soggetto pubblico che quello privato avrebbero dei vantaggi: il BFC con l’opera patrimonializzerebbe l’investimento arricchendo il valore del club, senza contare il risparmio consistente in oneri d’affitto. Il centro tecnico di Casteldebole e tutti gli altri spazi d’allenamento per le altre squadre, dai pulcini alla primavera, sono attualmente costi improduttivi.
Il Comune disporrà di un nuovo centro sportivo attrezzato che non gli costerà un euro per i prossimi 50 anni. Ma visto che nessuno fa nulla per nulla, per agevolare l’investimento il Comune praticamente “regalerà” l’area coperta del vecchio centro sportivo permettendo a Guaraldi e soci di realizzarci immobili da destinare anche ad uso residenziale. Visto che per un costruttore  i maggiori oneri sono legati al valore delle aree e agli oneri di urbanizzazione, il Bfc ottiene un bell’incentivo. Vendendo le residenze di nuova costruzione di via Roma Guaraldi abbatterà sensibilmente l’investimento sul centro tecnico di via San Donato. Do ut des, dunque. basta che sia fatto tutto alla luce del sole e sotto gli occhi dei cittadini.

Non si tratta una nuova “Romilia”, la faraonica speculazione edilizia tentata dal tandem Cazzola/Menarini, che prevedeva (come specchietto per le allodole) la costruzione di un nuovo stadio ma puntava a costruire una sorta di nuovo quartiere residenziale in quel di Medicina. Tuttavia, anche l’attuale operazione può presentare dei rischi:  non si è parlato di nuovo stadio, ma non lo si è neanche escluso. Tutti aspettano la legge dello Stato sui nuovi stadi che sbloccherebbe i fondi, intanto è noto che Guaraldi ha molte altre proprietà da quelle parti e una volta costruito e digerito il centro tecnico sarebbe certo più agevole procedere con nuovi progetti. Per il momento la colata di cemento tipo “Romilia” è stata evitata, bisogna vigilare affinchè non arrivi in futuro, spingendo magari per una ristrutturazione del vecchio Dall’Ara (che si può fare) e di cui nessuno parla più.

(nelle foto piccole  in alto la zona del nuovo centro tecnico come si presenta adesso, e l’attuale centro sportivo del Comune di Granarolo)

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