Ong colluse con gli scafisti? L’esperto: “Sentiti centinaia di trafficanti, mai una conferma”


3 mag. – Continua a tenere banco il cosiddetto “scandalo” ong-scafisti, esploso dopo che il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro ha affermato in tv di essere a conoscenza di possibili collusioni tra i trafficanti di uomini e le organizzazioni non governative che si occupano di salvare i migranti che tentano la traversata del Mediterraneo. “Fatti”, ha detto Zuccaro, che però non possono essere utilizzati processualmente, intercettazioni che probabilmente – ragiona ad esempio il giornalista Carlo Bonini su Repubblica – sono state raccolte dal servizio informativo di Frontex, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera. Sono bastate poche frasi di Zuccaro di fronte alle telecamere per scatenare la discussione e la polemica politica. Su facebook hanno picchiato duro Matteo Salvini della Lega Nord e Luigi Di Maio del Movimento 5 Stelle. “Massimo rispetto per Zuccaro”, ha scritto su facebook il grillino, “che denuncia un fatto gravissimo. Il governo mette in dubbio questo allarme. Ma in che razza di Paese viviamo? Questo è il governo del business sull’immigrazione”.

Una tempesta in un bicchiere d’acqua visto che, al momento, non ci sono prove né accuse specifiche? O qualcosa di concreto potrebbe esserci? Ne abbiamo parlato con Ilaria Sesana, giornalista che si occupa di migranti e collaboratrice del quotidiano l’Avvenire e del mensile Altreconomia, con Tommaso Fabbri capo missione di Medici senza frontiere in Italia, con il criminologo Andrea Di Nicola coautore di “Confessione di un trafficante di uomini” (Chiarelettere), con il giornale Raffaele Masto e con Fulvio Vassallo Paleologo,  docente di Diritto di asilo e statuto costituzionale dello straniero dell’università di Palermo.

Di Nicola, ricercatore all’università di Trento, ha studiato per anni il fenomeno dei trafficanti di uomini, e con il suo team di ricerca ne ha intervistati a centinaia. Di Nicola ha partecipato a Surf&Sound, progetto di ricerca applicata co-finanziato dalla Commissione europea per comprendere la tratta di esseri umani, un fenomeno che non può più essere slegato dalle tecnologie digitali e dai social network. “E’ quasi 10 anni che mi occupo della questione – ha spiegato Di Nicola – e non è mai capitato nemmeno lateralmente che un trafficante accennasse al tema delle organizzazioni non governative”. “Volete sapere quel che ci hanno detto i trafficanti? Che i muri europei fanno i loro soldi. Ci prendono letteralmente in giro e ridono di noi”.

      Ong, scafisti e polemiche

 

Un estratto della ricerca europa Surf and Sound a cui ha partecipato Di Nicola

Ma come sono organizzate le missioni di salvataggio? Riccardo Gatti è capo missione di una ong catalana, Proactive Open Arms. Da luglio 2016 l’ong ha messo in mare due navi e ha salvato 18 mila migranti. “Il protocollo delle operazioni di salvataggio prevede un coordinamento da parte della Guardia Costiera di Roma. Nella mia esperienza – racconta Gatti – non ho mai trovato a bordo uno scafista esperto che sa quel che sta facendo. I veri scafisti vengono portati via dal barcone dopo poche miglia di viaggio. E chi rimane in realtà resta in balia del mare come tutti gli altri, al massimo sa tenere in mano un timone e tenta di dirigersi verso l’Italia”. Il racconto di Riccardo Gatti.

      Riccardo Gatti

di Roberta Cristofori, Jonathan Ferramola e Giovanni Stinco

 

 

 

 

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