Omotransfobia, voto rimandato. Il cattodem Paruolo: “Gestazione per altri tema ineludibile”

Uno dei palazzi della Regione in viale Aldo Moro

Bologna, 10 apr. – La commissione in Regione sulla legge anti-discriminazione si è chiusa con un rinvio: nessun voto dunque né sul testo da portare poi in Assemblea legislativa per il voto finale né sul discusso emendamento anti gestazione per altri, firmato da Giuseppe Boschini, Giuseppe Paruolo e altri sette consiglieri regionali del Pd (Ottavia Soncini, Gian Luigi Molinari, Manuela Rontini, Giorgio Pruccoli, Katia Tarasconi, Paolo Zoffoli e Alessandro Cardinali). Ma il fatto che non si sia andati avanti con il voto è un “passo avanti” per il capogruppo di Sinistra Italiana Igor Taruffi. “Vogliamo una buona legge, per questo abbiamo chiesto di togliere dal tavolo emendamenti come quello dei colleghi Paruolo-Boschini. In questo senso oggi non votando e’ stato fatto un passo avanti. Ora si tratta di trovare un vero punto d’equilibrio sul tema capace di tenere unito tutto il centro-sinistra senza offrire sponde o sbandamenti verso una destra cosi’ retriva, e passare rapidamente all’approvazione della legge”.

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A non mollare invece il consigliere dem Giuseppe Paruolo, secondo il quale la gestazione per altri “è una questione non più eludibile” e il Pd “dovrà maturare una posizione comune” sul tema. Per Paruolo dire di ‘no’ alla gpa è un “atto di sinistra a tutela dei più deboli”. Il suo emendamento ha raccolto le firme di altri 8 consiglieri del Pd. A sostenerlo anche tutta la destra in regione: Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e il Movimento Sovranista filo salviniano del consigliere Michele Facci.

      Giuseppe Paruolo

 

“C’è un dibattito interno al Pd regionale che merita rispetto e di cui va tenuto conto, lo dico anche a chi commenta dall’esterno come la senatrice Cirinnà”, commenta invece il segretario del Pd dell’Emilia-Romagna Paolo Calvano. “Il Pd sta ragionando sul merito della legge, vogliamo arrivare ad un testo condiviso perché la tutela dei diritti e il no alle discriminazioni deve fare un passo avanti”. E’ possibile separare la discussione sulla gpa da quella sulle discriminazione di genere? “Il confronto è aperto, confido il Pd possa percorrere la strada in modo unitario”.

      Paolo Calvano

Intanto, alla manifestazione di domani annunciata dalle associazioni lgbt in Regione parteciperà anche Articolo Uno. “Una manifestazione- sottolinea una nota- che non sarebbe stata necessaria se il Pd avesse approvato la legge a tempo debito, anzichè sacrificarla a favore della sua ‘pace’ interna con l’ala cattolica più conservatrice e avesse avuto il coraggio di mettere in minoranza, in aula, chi nel partito era -e ancora oggi è – contrario o contraria a questo progetto di legge”. E si mobilita anche Potere al Popolo, che a Imola punta il dito nei confronti dei legami “che intercorrono tra esponenti della Lega, sia del governo che imolesi, partiti di estrema destra e gruppi ultracattolici. Ma Potere al Popolo parla anche del “disgustoso comportamento del Pd, che proprio in questi giorni sta inserendo nel testo della legge che dovrebbe difendere dalle discriminazioni un riferimento alla maternita’ surrogata, che nulla centra con le tematiche della legge, usandola strumentalmente per stigmatizzare gli omosessuali”.

A festeggiare intanto è il centro destra. I capigruppi di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega firmano l’emendamento anti gpa dei 9 consiglieri Pd. “Siamo noi la vera destra, la destra del Pd non ha coraggio di difendere le proprie idee”, attacca Andrea Galli di Forza Italia.

 

      Andrea Galli

 

Infine c’è il Movimento 5 stelle, che parla di uno “stallo totale” a causa della “guerra tra le diverse fazioni interne al Pd”. E lancia la scialuppa: l’Emilia-Romagna “ha bisogno di una legge che affermi i diritti della comunità Lgbt e combatta le discriminazioni. Per questo siamo disponibili a votare il testo proposto dalla maggioranza se da parte loro c’è la volonta’ di fare un passo indietro sugli emendamenti proposti che ne minano l’efficacia dall’interno, stravolgendolo in piu’ parti”. Sono le condizioni di Silvia Piccinini, consigliera regionale M5s, dopo il congelamento del voto in commissione sul testo finale della legge anti-discriminazioni. “Gli emendamenti presentati da una parte del Pd e dalle forze di destra- afferma Piccinini- stanno cambiando radicalmente il senso di una legge che aveva visto la partecipazione attiva anche dei Comuni. Quello che non si capisce, infatti, è perché per difendere un diritto e combattere le discriminazioni si debba spostare l’attenzione su altre questioni, importanti e delicate, che meriterebbero di essere affrontate nel merito, con un dibattito piu’ ampio e alto, e non giocando a un deprimente risiko politico tutto interno ai dem”. Di qui l’offerta M5s al Pd: se si ritorna al testo originario il Movimento 5 Stelle “voterà questa legge”. Il Pd “decida quindi cosa vuole fare”, manda a dire Piccinini. “È paradossale però che già oggi la maggioranza abbia già dichiarato di voler rigettare il nostro emendamento in cui si chiede che la Regione dia dare supporto giuridico-legale a quei Comuni che lo richiedono per iscrivere nella propria anagrafe i figli di coppie omosessuali. Rifiuto giustificato con motivazioni strumentali, unicamente tese a non mettere in discussione il precario accordo trovato con i cattodem”.

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