Omotransfobia. Monica Cirinnà: “Dal Pd regionale emendamento devastante, mi appello a Bonaccini”


Bologna, 10 apr. – “Un emendamento senza senso, non ci deve stare e questo l’ho già detto al presidente Bonaccini e a molti altri amici e colleghi del Pd regionale”. A parlare è Monica Cirinnà, la senatrice del Pd che ha dato il nome alla legge 76 del 20 maggio 2016, il provvedimento che in Italia ha permesso per la prima volta alle coppie dello stesso sesso di unirsi civilmente. Da Roma la senatrice dem prende parola sul compromesso raggiunto dal Pd dell’Emilia-Romagna sulla legge regionale sull’omotransfobia: un accordo tra consiglieri che prevede, attraverso un emendamento, la condanna della gestazione per altri accostando tale pratica alle violenze sessuali e agli abusi sui minori. Un emendamento che arriva dall’ala cattodem dei dem emiliani che ha scatenato la rabbia delle associazioni lgbt bolognesi.

“Questo – continua Cirinnà – è un emendamento devastante che dà segnali pessimi su questioni che nulla c’entrano con l’omotransfobia. Tra l’altro in Italia la gestazione per altri è vietata, non c’è nessun motivo per un emendamento deleterio di questo tipo”. Poi la bordata politica. “Parliamo di uno scambio elettorale? Fosse così sarebbe gravissimo, non si possono fare scambi sulla pelle delle donne e delle persone lgbt. Mi appello a Bonaccini: se per caso sta già fischiando forte il vento delle elezioni europee e regionali allora non è il caso che fischi su queste questioni”. E conclude, aggiungendo che “il Pd si deve presentare come l’unico grande partito di sinistra, che non tratta sui diritti delle persone e non le lascia in balia di squallide trattative politiche. Il nuovo Pd di Zingaretti si qualifica sui diritti, e il Pd dei diritti sta con le associazioni “.

      Monica Cirinnà

 

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