Omotransfobia. Le associazione lgbtq: “Dal Pd legge porcata, meglio nulla che questo”

Bologna, 9 apr. – Doveva essere una legge contro l’omotransfobia, rischia di trasformarsi in un provvedimento che punta il dito contro la gestazione per altri e contro le adozioni nel mondo lgbt. Il compromesso trovato dai consiglieri Pd in merito alla tanta attesa legge regionale, arrivata in viale Aldo Moro dopo un lunghissimo iter, sta aprendo il testo del più volte annunciato provvedimento alla condanna della gestione per altri o maternità surrogata, con tanto di accostamento della Gpa alle violenze sessuali. Poche righe, volute dall’ala cattodem del Pd regionale, che rischiano di trasformare la legge antidiscriminazione in qualcosa di profondamente diverso, e che stanno scatenando rabbia e proteste tra la comunità lgbt. La maternità surrogata, fino ad oggi questione mai citata nelle varie bozze della legge (tra l’altro sostenuta anche da vari consigli comunali lunga la via Emilia, Bologna compresa), viene ora inserita nel testo, definita “violazione della dignità della persona” e accostata, all’interno di un lungo elenco, all’abuso di minori, alla violenza sessuale, allo sfruttamento della prostituzione, ai maltrattamenti in famiglia e allo stalking.

Parole che finiranno non solo nella futura legge sull’omotransfobia, inizialmente pensata esclusivamente per combattere le discriminazioni legate all’identità di genere e all’orientamento sessuale, ma che potrebbero andare a modificare anche la legge quadro regionale del 2014 per “la parità e contro le discriminazioni di genere”. I dettagli restano da definire e potrebbero cambiare nel corso della giornata, resta il senso politico dell’emendamento dei cattodem, l’ala Pd guidata dal consigliere Giuseppe Paruolo. “Lavoriamo ad un provvedimento unitario per difendere i diritti, sul resto vedremo”, si limita a dire il capogruppo dei democratici in regione Stefano Caliandro. Oggi ci sarà una nuova riunione tra i consiglieri Pd, domani invece si discuterà della legge e dell’emendamento in Commissione parità. Ad astenersi sarà sicuramente Roberta Mori (Pd), relatrice della legge. Pronti a votare contro i due consiglieri di Sinistra italiana. “Un errore madornale, voterò contro”, spiega anche Silvia Prodi, ex Pd ora nel gruppo misto.

L’emendamento sta sollevando le proteste del mondo gay bolognese.

“Questa legge per come la stanno scrivendo sarà una porcata, frutto di uno scambio elettorale tutto interno al Partito democratico. A questo punto meglio nessuna legge“, dice Elisa Dal Molin, referente regionale per le Famiglie Arcobaleno. “La politica ha perso un’altra volta la possibilità di fare un vero ragionamento sulla gestazione per altri – ragiona Dal Molin – l’emendamento sulla gpa non ha motivo di essere in una legge contro fatti violenti e discriminatori nei confronti delle persone gay. Tra l’altro la gestazione per altri all’80-90% viene scelta dalle coppie etero. Siamo di fronte a fuffa ideologica, politicamente è uno scambio di favori elettorali e una prova di forza tutta interna al Pd. Sono anni che parliamo di questa legge mentre altre regioni sono riuscite a portarla a casa prima di noi. Quell’emendamento non serve a nulla, non migliora lo status delle portatrici per altri, non migliora la discussione su un tema così divisivo, non serve a niente. Serve solamente a fare naufragare quella che poteva essere una buona legge e che tra l’altro è già stata sforbiciata. Questo è il colpo di grazia”.

 

      Elisa Dal Molin

 

“La maternità surrogata usata per stigmatizzare gli omosessuali. Siete degli omofobi e dei misogini“, sbotta su facebook Vincenzo Branà del circolo Arcigay il Cassero. “E’ un autogol incredibile – spiega Branà – un chiaro mercato politico fatto sul corpo delle donne e stigmatizzando gli omosessuali. Qualcosa che sembra scritta nel congresso di Verona. Dissento dalla lettura che vuole attribuire ai cattodem quell’iniziativa. Ad oggi quell’emendamento trova la compattezza unanime di tutto il gruppo dem, tranne due soli consiglieri (al momento Mumolo e Mori, ndr). Sono anni che paghiamo i prezzi delle dinamiche del Pd. Oggi nel Pd c’è un segretario, Zingaretti, e una leadership locale regionale in capo a Martina. Siamo di fronte ad un tentativo di silurarsi tra correnti? Comunque si tratterebbe di un tentativo fatto sulla pelle delle donne e degli omosessuali. E’ una imboscata. No al giochetto di un partito che mi mette il coltello alla gola e mi dice ‘o così o nessuna legge’. I consiglieri del Pd dicano pubblicamente cosa ne pensano sulla questione, uno ad uno”.

      Vincenzo Branà

Le reazioni nel Pd. Fissare un prezzo (l’emendamento sulla gpa, ndr) per tutelare cittadine e cittadini di questa Regione da violenze e discriminazioni è non solo sbagliato ma profondamente ingiusto – dichiara Roberta Li Calzi, consigliera comunale bolognese del Pd e portavoce del Pd di Bologna – Ripetiamo ogni giorno che bisogna abbattere i muri e noi ce li costruiamo in casa. Contro questo muro, però, rischiamo di schiantarci davvero stavolta. Perché la politica non si fa sulla pelle delle persone, mai. Se non fosse triste, sarebbe incredibile. Invece, purtroppo, è solo molto triste. Ma non ci fermiamo, nemmeno davanti a un muro”. A criticare l’emendamento anche l’assessora alla pari opportunità del Comune di Bologna Susanna Zaccaria e il sindaco Virginio Merola. “Concordo con l’assessora Susanna Zaccaria. La legge sull’omotransfobia è un traguardo fondamentale e va approvata. Tuttavia non condivido l’accordo trovato nel gruppo Pd regionale, arrivato attraverso un emendamento a un’altra legge: è discutibile equiparare tout court la maternità surrogata alla violenza sessuale. In ogni caso non mancherà il sostegno del Comune di Bologna alle famiglie arcobaleno”.

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