Omosumo live: surf a Gaza e la “prova della macchina” – AUDIO/VIDEO

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19 nov. – Sono in tre, vengono da Palermo (“Qualcuno dalla campagna”) e hanno esordito quest’anno con un disco che sfugge ai generi, ma che colpisce sin dal titolo. Con Surfin’ Gaza gli Omosumo, cioè Angelo Sicurella, Roberto Cammarata (Waines) e Antonio Di Martino (Dimartino), hanno consolidato le promesse dell’ep dell’anno scorso, omaggiando uno dei tentativi più originali e potenti di mettere fine al conflitto arabo-israeliano, unendo cioè i giovani di Gaza nella passione comune del surf. “Ci interessava l’idea del mare come territorio franco”, ha raccontato la band di passaggio a Maps, prima del live di stasera al Locomotiv Club, che segue di qualche mese il concerto al Cavaticcio.

Il disco è pieno di elettronica, ma il trio ha portato nei nostri studi un set molto particolare, acustico e minimale. Tuttavia le versioni delle canzoni che sentite qua sotto non hanno molto a che fare con l’embrione dei pezzi finiti poi nell’album pubblicato alla fine di settembre da Malintenti Dischi. “Abbiamo registrato il disco molto velocemente, in due sedute”, ci ha detto il trio sottolineando come i pezzi siano stati definiti un po’ alla volta, suonando insieme. Ma la prova fondamentale è quella della macchina. Di che si tratta? Facile: una volta chiusi i brani del disco (di un disco qualsiasi, a dire il vero), si ascoltano con l’autoradio, viaggiando. Incuriositi dal metodo, abbiamo chiesto lumi ulteriori: “I dischi li ascoltiamo di solito in macchina e quindi sappiamo come suonano“. Ineccepibile, non c’è che dire, soprattutto se applicato a questo Surfin’ Gaza, che pare evocare a ogni traccia l’idea di viaggio.

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