Omeopatia. I Verdi nella bufera. Lo scienziato Burioni: “Uno sputo all’intelligenza”

Bologna, 24 ott. -Travolti dalle polemiche e presi di mira anche dall’infettivologo e star dei social network Roberto Burioni. E’ successo ai Verdi dell’Emilia-Romagna che hanno deciso di inserire, nel loro comitato scientifico, un’esperta di omeopatia. Una scelta di per sè antiscientifica che non è andata giù a Burioni, già paladino delle vaccinazioni e scienziato di fama.

“L’omeopatia – ha scritto Burioni su Twitter citando la notizia – non ha alcuna plausibilità scientifica, i preparati omeopatici non contengono nulla e non hanno alcuna efficacia. Inserire un’omeopata in un comitato scientifico è uno sputo all’intelligenza degli elettori che spero sappiano punire chi non li rispetta”.

Ad intervenire, con una netta bocciatura della scelta dei Verdi, anche il medico e debunker scientifico Salvo Di Grazia: “Per gli elettori emiliani: ora lo sapete. Potete scegliere a chi affidare il vostro voto”.

I Verdi però non ci stanno e rivendicano la bontà della loro decisione. “L’omeopatia non fa male a nessuno -scrive ad esempio Vittorio Marletto – abbiamo un comitato scientifico e culturale con 27 persone e si parla solo di questo. Vogliamo parlare di abusi nella medicazione, di oppiacei venduti a palate dalle case farmaceutiche, di antibiotici nelle acque, di sanità disastrata, di batteri resistenti negli ospedali? No si rompono le palle solo sull’omeopatia! Questa è totale intolleranza e sudditanza alle campagne forsennate di Burioni”.

“Noi parliamo di libertà di cura, non di obbligo a seguire l’omeopatia. Io ad esempio non me ne servo”, spiega invece la coportavoce regionale dei Verdi Silvia Zamboni, per poi fare presente come nelle farmacie bolognesi siano in vendita prodotti omeopatici.

Sin dalla loro fondazione i Verdi hanno a livello nazionale spinto per il riconoscimento dell’omeopatia come “medicina non convenzionale”. A ricordarlo un altro verde, il romagnolo Paolo Galletti che è intervenuto nel 2018 in un convegno a Bologna sul tema omeopatia. Secondo Galletti all’opera, quando si parla di omeopatia e scienza, ci sarebbe un “neopositivismo scientista che si ammanta di infallibilità, negando così il suo statuto di scienza, e che si affianca al potere economico e politico per imporre la sua visione del mondo”. “Visioni meccaniciste stupefacenti – ha detto Galletti – nell’era della fisica quantistica”.

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