“Oltre 20 mila precari della scuola da assumere in Emilia-Romagna”

raffaella morsia

Bologna, 28 nov. – In Emilia-Romagna ci sono 20 mila insegnanti precari che hanno i requisiti per essere stabilizzati, in base alla sentenza della Corte europea che ha dichiarato illegittima la reiterazione dei contratti a tempo determinato a scuola. Lo dice la Flc Cgil regionale, che aggiunge al conto 2.500 collaboratori scolastici. È una stima e il sindacato chiedea al governo di fare i conteggi. “Lo stato ha abusato in questi anni dei contratti a tempo determinato”, attacca la segretaria Raffaella Morsia. La Cgil stima che i “posti disponibili e vacanti” in regione sarebbero 11 mila per i docenti e 2.500 per il personale Ata (rispettivamente a Bologna circa 3.500 e 500) e ha già inviato una diffida al governo perché assuma tutti i potenziali aventi diritto.

Il sindacato sottolinea che le assunzioni annunciate nel piano della Buona scuola non bastano a stabilizzare tutti coloro che ne hanno diritto perché abilitati in graduatoria permanente o con almeno 36 mesi di servizio. In ogni caso, “non ci può essere uno scambio tra quelle immissioni in ruolo, che sono un atto dovuto alla luce di questa sentenza, e una riduzione dei diritti”, avverte Morsia.

“La sentenza della Corte di giustizia europea è dirompente“, commenta Guido Reni, avvocato dello Studio legale associato, perché mostra che “il contratto a tempo determinato è stato usato dal ministero dell’Istruzione in maniera abusiva“. Già dal 2010 la Flc Cgil dell’Emilia-Romagna ha presentato oltre 1.200 ricorsi pilota che chiedere l’assunzione di precari della scuola, della ricerca e dell’alta formazione (conservatori e accademie). “I processi erano sospesi in attesa della decisione della Corte di giustizia europea e della Corte costituzionale italiana”, spiega Reni. Alcuni, però, hanno già raggiunto in primo grado il risarcimento danni (192 lavoratori a Parma per un totale di 300 mila euro, una ventina a Bologna con dalle 6 alle 15 mensilità da risarcire); per altri dall’esito negativo si è fatto ricorso in Appello. Nessuno è stato stabilizzato.

“Solo Cgil, Flc Cgil e Gilda si sono costituiti contro il ministero”, rivendica Morsia, guardando alla sentenza europea un apripista, perché “inchioda il legislatore alle sue responsabilità e dimostra che anche il Jobs Act e il decreto Poletti, che prevedono la reiterazione dei contratti a termine, sono antieuropei”.

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