Nuove indagini sui medici che si presero cura di Devid

Bologna 26 giu- Nuove indagini sui medici che si presero cura di Devid Berghi, il bimbo morto di freddo a 23 giorni il 5 gennaio 2011 in piazza Maggiore. Le ha ordinate il gip Francesca Zavaglia che ha respinto l’archiviazione chiesta dalla procura. I medici sono quelli che dimisero il bimbo dopo la nascita e che lo visitarono pochi giorni dopo tra il 29 e il 31 dicembre. Il giudice ha dato sei mesi di tempo per le nuove indagini. La decisione del gip Zavaglia è analoga a quella di un altro giudice, il gup Aberto Ziroldi, che nel febbraio 2013 aveva rimandato gli atti alla Procura sempre per quanto riguardava i medici. Finora ad essere condannati sono stati i genitori di Devid a due anni per omicidio colposo.

Questi alcuni passaggi della perizia firmata dal medico legale Vittorio Fineschi, e dalla neonatologa Maria Serenella Pignotti che convinse il giudice Ziroldi a rimandare gli atti alla Procura perchè indagasse sui medici. Da quella decisione nacque quest’inchiesta ma la Procura ha chiesto nuovamente l’archiviazione. La perizia è citata dall’Agenzia Dire 

Devid era nato il 13 dicembre, insieme al fratellino gemello Kevin, e fu immediatamente ricoverato per “prematurità,  distress respiratorio, iperbilirubinemia, gemellarità”. Il 20 dicembre, il piccolo, a causa di ipotermia (34 gradi) e difficoltà alimentari, venne nuovamente trasferito da Ostetricia a Neonatologia. I due gemellini furono dimessi in momenti diversi: Kevin il 24 dicembre e Devid il 29: per entrambi furono previste visite di controllo. Alla prima fissata per Devid, il 31 dicembre, il neonato risultò aver perso 45 grammi di peso rispetto al giorno delle dimissioni, grammi che addirittura salgono a 200 nel momento del ricovero che precedette la morte, il 4 gennaio. In base alle misurazioni del cranio dei bimbi, i periti ne dedussero che erano da considerarsi neonati a rischio perchè decisamente prematuri (31 settimane). In casi clinici del genere la decisione di quando dismettere un neonato e con quale programma assistenziale “è una decisione importante che ha lo scopo di garantire ad ogni bambino un’ottima assistenza e un’ottima cura anche dopo la dimissione”. Dunque, sono da tenere in considerazione “la stabilità fisiologica”, il “coinvolgimento e l’abilità dei genitori nelle cure domiciliari”, la programmazione delle visite successive e un programma organizzato di sorveglianza per monitorare crescita e sviluppo.

 

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